Ciclovia dei Monti Dauni, una rete per unire 29 borghi tra natura, cultura e paesaggio
Il progetto promosso dal neonato circolo di Legambiente che punta a mettere in rete i 29 borghi della dorsale interna del Foggiano, lungo il confine con Molise, Campania e Basilicata.

Prima ancora di essere un’infrastruttura fisica, dovrà diventare una vera e propria infrastruttura culturale. È questa l’idea alla base della Ciclovia dei Monti Dauni, il progetto promosso dal neonato circolo di Legambiente che punta a mettere in rete i 29 borghi della dorsale interna del Foggiano, lungo il confine con Molise, Campania e Basilicata.
Un percorso pensato non soltanto per chi pedala, ma anche per chi cammina, esplora e vuole riscoprire un territorio attraverso i suoi paesaggi, la sua storia e le sue comunità. L’obiettivo è costruire una rete capace di collegare luoghi d’arte, piccoli centri, aree rurali, emergenze ambientali e testimonianze della cultura locale, trasformando la mobilità lenta in uno strumento di valorizzazione territoriale.
La proposta guarda soprattutto al recupero di una viabilità antica e spesso dimenticata: tratturi, mulattiere, sentieri e cammini religiosi potrebbero tornare a svolgere una funzione strategica, insieme, laddove risultassero compatibili e realmente utili, alle strade di servizio degli impianti eolici presenti sui Monti Dauni.
Un patrimonio viario già esistente che potrebbe diventare la trama di una grande infrastruttura verde, capace di attraversare un territorio di circa 1.900 chilometri quadrati, caratterizzato da una straordinaria ricchezza ambientale. Sono circa 30 mila gli ettari di superficie boschiva, mentre al centro di questo sistema naturale c’è il Monte Cornacchia, con i suoi 1.151 metri, la vetta più alta della Puglia.
La Ciclovia dei Monti Dauni, dunque, nasce con una prospettiva che va oltre il semplice turismo in bicicletta. L’idea è quella di costruire un racconto unitario di un territorio frammentato soltanto sulla carta, mettendo in connessione borghi, campagne, boschi, montagne e percorsi della fede.
Una rete di mobilità dolce potrebbe inoltre offrire nuove opportunità per il turismo sostenibile, favorendo la permanenza dei visitatori nei piccoli comuni e creando occasioni per le attività ricettive, agricole, artigianali e commerciali locali.
Il progetto si inserisce così in una visione più ampia dei Monti Dauni: non una periferia da attraversare rapidamente, ma un territorio da percorrere lentamente, passo dopo passo o pedalata dopo pedalata. Perché la vera sfida, prima ancora di costruire una ciclovia, sarà riuscire a costruire una rete tra comunità, restituendo valore a strade antiche e paesaggi che aspettano soltanto di essere nuovamente attraversati.
