È arrivata alla trentesima esplosione l’escalation degli assalti ai bancomat in provincia di Foggia. Un fenomeno che torna ad alimentare l’allarme sicurezza e sul quale interviene l’onorevole Giorgio Lovecchio di Forza Italia, con un appello rivolto alle istituzioni e, soprattutto, agli istituti bancari: «Dalle parole si passi ai fatti». Il parlamentare evidenzia innanzitutto il rafforzamento degli organici delle forze dell’ordine. «Il Ministero dell’Interno ha provveduto a pianificare l’arrivo a Foggia di un importante numero di poliziotti che in parte hanno già preso servizio», sottolinea Lovecchio. Un intervento considerato un primo passo, ma che, secondo l’esponente di Forza Italia, non sarebbe ancora sufficiente a colmare le carenze di personale presenti sul territorio. Ma per contrastare la sequenza di assalti agli sportelli automatici, Lovecchio chiama direttamente in causa anche banche e uffici postali. Il punto di partenza è una considerazione: «Non si può mettere un poliziotto davanti ad ogni sportello. Ma questo, invece, potrebbero farlo le banche». Da qui la proposta di rafforzare la sorveglianza armata nelle ore notturne, soprattutto nella fascia centrale della notte, quando si concentrerebbero numerosi episodi attribuiti alle cosiddette bande della marmotta. «Credo che sia il momento di trasformare una proposta portata al tavolo della Prefettura in decisione concreta», afferma Lovecchio, chiedendo agli istituti bancari di dotarsi di personale di vigilanza armata. L’obiettivo è creare un presidio capace di rappresentare un deterrente per i gruppi criminali che prendono di mira bancomat e uffici postali, spesso approfittando della notte per agire rapidamente e dileguarsi. Una misura che, nelle intenzioni del parlamentare, dovrebbe affiancare e non sostituire il lavoro delle forze dell’ordine. «Sono sicuro che qualche centinaia di euro al giorno di spesa non sia un costo insostenibile per banche e uffici postali», conclude Lovecchio. Il tema resta dunque quello della prevenzione: davanti a una provincia che conta ormai trenta assalti ai bancomat, la richiesta è di passare dall’emergenza alla costruzione di un sistema di sicurezza più strutturato, nel quale istituzioni, forze dell’ordine e soggetti privati siano chiamati a fare la propria parte.