Il dilemma della ex SS303: esistono o non esistono gli abitanti delle Serre?
Un indirizzo senza numero civico rischia di diventare invisibile ai sistemi dei corrieri. Giuseppe Pasciuti denuncia sui social il paradosso degli abitanti delle Serre, lungo la ex SS303 che collega Lacedonia alla stazione di Rocchetta Sant’Antonio: pochi servizi, infrastrutture carenti e persino il rischio di non risultare “esistenti” per la tecnologia.

Il dilemma della ex SS303: esistono o non esistono gli abitanti delle Serre?
C’è una domanda che, sulle Serre, località rurale tra Rocchetta Sant’Antonio e Lacedonia, ormai non sembra più avere una risposta scontata: gli abitanti della ex SS303 esistono davvero?
A sollevare il caso sui social è Giuseppe Pasciuti, che ha denunciato una situazione apparentemente paradossale ma che racconta, in realtà, una condizione di isolamento e marginalità vissuta quotidianamente da chi abita in questa zona.
L’ex SS303 che da Lacedonia attraversa il territorio e arriva fino alla stazione ferroviaria di Rocchetta Sant’Antonio è oggi una strada provinciale, ma ha conservato la vecchia denominazione, preceduta dalla sigla “ex”, insieme alla precedente indicazione chilometrica. Per gli abitanti della zona, quei chilometri rappresentano da sempre il riferimento più immediato per individuare abitazioni, contrade e località.
Un riferimento che, però, non sempre sembra esistere per i moderni sistemi di consegna. Alcuni corrieri, infatti, utilizzano dispositivi elettronici che, in assenza di un numero civico riconosciuto dal sistema, classificano l’indirizzo come errato o inesistente.
E così può accadere l’assurdo: una persona vive, paga le tasse, ha un codice fiscale, riceve documenti e conduce lì la propria vita quotidiana, ma per un tablet il suo indirizzo semplicemente non esiste.
Una sensazione che va ben oltre il mancato recapito di un pacco. Sentirsi dire che il proprio indirizzo è inesistente, quando si abita lì da anni, significa avere la percezione di essere diventati fantasmi amministrativi e geografici.
E le contraddizioni non finiscono qui. Nella zona delle Serre mancano servizi essenziali come la rete fognaria, il metano e l’acqua potabile. A complicare ulteriormente la situazione ci sono anche fenomeni franosi incipienti che rischiano di compromettere la percorribilità della strada e di accentuare ancora di più l’isolamento.
Frane che, proprio come gli indirizzi, sembrano diventare invisibili fino a quando non producono un problema impossibile da ignorare.
È il paradosso di un territorio che sembra esistere solo quando deve essere attraversato, amministrato o tassato, ma che diventa improvvisamente difficile da raggiungere quando si tratta di garantire servizi e infrastrutture. Una sorta di “Magica Irpinia”, dove la tecnologia dovrebbe semplificare la vita e invece rischia di cancellare dalla mappa chi vive lontano dai centri abitati.
La denuncia di Pasciuti diventa così lo spunto per una riflessione più ampia sulla condizione delle aree rurali e interne, dove la distanza dai centri abitati si trasforma spesso in distanza dai servizi. Perché il problema non è soltanto ricevere un pacco. È il simbolo di una marginalità che si alimenta giorno dopo giorno: meno servizi, infrastrutture fragili, collegamenti sempre più difficili e sistemi digitali incapaci di riconoscere una realtà che, per chi ci vive, è tutt’altro che virtuale.
Dietro una sigla stradale, un chilometro e un indirizzo ci sono persone. Famiglie. Case. Storie. Cittadini.
E allora resta il dilemma, tanto semplice quanto paradossale: gli abitanti della ex SS303 esistono o non esistono?
Una cosa, almeno, è certa: il loro codice fiscale dice di sì. Sarebbe auspicabile che lo dicessero anche le mappe, i servizi e chi ha il compito di amministrare quel territorio.
