Candela, il Comune va in “predissesto”: oltre 4 milioni di disavanzo da ripianare in 15 anni
Approvato dal Consiglio comunale il Piano di riequilibrio finanziario fino al 2040. Aumentano la pressione fiscale e la TARI, mentre l’Ente punta sul recupero dell’evasione e sulla riduzione della spesa

Quattro milioni e 19.917 euro. È questo il numero che più di ogni altro fotografa la situazione finanziaria del Comune di Candela. Precisamente 4.019.917,49 euro di disavanzo complessivo, rideterminato con riferimento all’esercizio 2025. Una cifra che ha portato l’amministrazione comunale ad approvare il Piano di riequilibrio finanziario pluriennale, il cosiddetto “predissesto”, destinato a incidere sui bilanci dell’Ente per i prossimi quindici anni, fino al 2040.
Il via libera è arrivato nella seduta straordinaria del Consiglio comunale del 10 agosto. Il provvedimento, previsto dall’articolo 243-bis del Testo unico degli enti locali, rappresenta la strada scelta dal Comune per affrontare una situazione finanziaria che non può essere risolta nell’arco di un normale ciclo amministrativo.
Tradotto in termini molto meno tecnici: il Comune dovrà mettere in ordine i propri conti per una generazione amministrativa intera.
E il conto, inevitabilmente, passa anche dai cittadini.
Tra le misure previste dal piano c’è infatti il mantenimento della leva fiscale ai livelli massimi, con gli aumenti di IMU e addizionale comunale IRPEF già stabiliti nel febbraio scorso. A questi si aggiunge la TARI, per la quale è previsto un adeguamento progressivo delle tariffe con l’obiettivo di arrivare alla copertura integrale dei costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.
La parola d’ordine, dunque, è riequilibrio. Ma il percorso passa attraverso una combinazione di maggiori entrate e riduzione delle uscite.
Sul fronte della spesa il piano prevede, tra le altre cose, la rinuncia alle indennità degli amministratori e ai gettoni di presenza dei consiglieri, una riduzione della spesa per il personale legata alle cessazioni programmate e il contenimento dei costi per le locazioni passive.
Poi c’è il capitolo delle entrate. L’amministrazione punta sul recupero dell’evasione tributaria, sul potenziamento della riscossione e anche su un contributo straordinario una tantum da parte di una società operante nel settore eolico.
Misure che dovranno contribuire, nel lungo periodo, a ridurre quel disavanzo di oltre quattro milioni di euro che rappresenta oggi il principale macigno sui conti dell’Ente.
Il confronto in Consiglio
Il percorso verso l’approvazione non è stato però privo di discussioni. Durante il dibattito, il consigliere Capocasale ha chiesto il ritiro del punto all’ordine del giorno, richiamando la possibilità di utilizzare un ulteriore margine temporale di 60 giorni per valutare eventuali alternative e sollevando anche alcune contestazioni relative alla consulenza tecnica alla base del provvedimento.
La richiesta non è stata accolta. Il consigliere ha quindi abbandonato l’aula prima della votazione.
Il Piano è stato successivamente approvato all’unanimità dai dieci consiglieri presenti, con immediata eseguibilità della deliberazione.
Ora la partita passa agli organismi di controllo. Il Piano dovrà essere trasmesso alla Sezione regionale della Corte dei conti e alla Commissione per la stabilità finanziaria degli enti locali del Ministero dell’Interno, chiamate a svolgere le verifiche di competenza.
Quindici anni per rimettere i conti in ordine
Il dato che resta sul tavolo è però quello iniziale: 4.019.917,49 euro di disavanzo.
Non è una cifra che il Comune dovrà necessariamente “trovare” tutta insieme, ma un disavanzo da riassorbire attraverso un percorso pluriennale fatto di maggiori entrate, contenimento della spesa e misure strutturali.
Il calendario arriva al 2040. Quindici anni nei quali cittadini e amministrazioni dovranno convivere con gli effetti del piano.
Per i contribuenti significa, almeno nelle intenzioni del documento, una pressione fiscale destinata a rimanere elevata e una TARI chiamata progressivamente a coprire l’intero costo del servizio. Per il Comune significa invece una lunga stagione di controllo della spesa, riscossione e risanamento.
Altro che fuochi d’artificio: nei prossimi anni il bilancio di Candela sarà soprattutto una questione di numeri, rinunce e pazienza.
Perché se i miracoli non possono essere iscritti a bilancio, i debiti sì. E quelli di Candela hanno davanti quindici anni per essere messi in ordine.
