Monti Dauni senza telefono e internet: «Così i nostri paesi restano isolati»
Da giorni disservizi a Bovino, Troia, Deliceto, Castelluccio dei Sauri, Panni, Anzano, Ascoli Satriano e Celle di San Vito. Aziende in difficoltà, turisti disorientati e sindaci sul piede di guerra: «Non è più tollerabile»

Nei Monti Dauni anche un semplice messaggio WhatsApp può diventare un’impresa. Da giorni, in diversi comuni del versante meridionale del Subappennino dauno, telefoni muti e connessioni internet intermittenti stanno creando disagi a cittadini, imprese, uffici pubblici e visitatori.
Le maggiori criticità vengono segnalate a Bovino, Troia, Deliceto, Castelluccio dei Sauri, Panni, Anzano di Puglia e Ascoli Satriano. A questi si aggiunge Celle di San Vito, dove il problema, racconta la sindaca, si trascina da giovedì. Una coincidenza tutt’altro che marginale: siamo nel pieno della stagione estiva, quando questi piccoli centri registrano il maggiore afflusso di turisti, visitatori e persone che tornano nei paesi d’origine.
Il risultato è un territorio che rischia di ritrovarsi improvvisamente fuori dalla rete proprio quando avrebbe più bisogno di essere connesso.
«Una situazione gravissima», denuncia Francesco Giannetta, consigliere comunale di Bovino. Il problema, spiega, non riguarda soltanto la possibilità di telefonare o navigare con lo smartphone, ma finisce per colpire «sia le infrastrutture pubbliche sia quelle private», coinvolgendo uffici, attività commerciali e industriali.
A pagare il prezzo del blackout sono anche i lavoratori. «Anche lo smart working, una realtà ormai consolidata nel nostro comune, subisce fortissimi rallentamenti a causa di questo disservizio che sembrava ormai superato», sottolinea Giannetta.
In un’epoca nella quale una connessione internet è diventata indispensabile per lavorare, pagare, prenotare, comunicare con un ufficio o semplicemente chiedere informazioni, l’assenza della rete rischia di trasformarsi in una forma di isolamento vero e proprio.
E nei piccoli comuni di montagna il problema assume dimensioni ancora più delicate.
Giannetta solleva anche un interrogativo sulla vulnerabilità delle infrastrutture. «È mai possibile che ci siano sempre atti vandalici di tranciatura delle linee essenziali e i gestori della rete abbiano poche linee a servizio di tutti questi comuni, senza prevedere ridondanze o linee di riserva?».
Una domanda che, secondo il consigliere, dovrebbe essere affrontata non più singolarmente dai Comuni, ma a livello territoriale. «Queste sono le domande fondamentali da porre come Area Interna Monti Dauni attraverso un tavolo di confronto urgente, da convocare al più presto nelle sedi opportune».
Il problema, intanto, attraversa il territorio. A Celle di San Vito la situazione viene descritta con particolare preoccupazione dalla sindaca Maria Giannini: «È da giovedì che manca la rete telefonica, non se ne può più. Molta gente sta andando via».
Una frase che racconta forse meglio di qualsiasi dato l’effetto che un disservizio tecnologico può produrre in un piccolo paese. Se il telefono non squilla e internet non funziona, anche il turista più affezionato può decidere di cambiare programma. E per comunità che puntano proprio sull’estate, sugli eventi e sulla presenza dei visitatori per sostenere le attività locali, il danno può diventare economico oltre che pratico.
A Troia la situazione non è migliore. «Ormai sono giorni che nella nostra città ci sono questi problemi», afferma il sindaco Francesco Caserta, che parla di una «continua assenza di rete telefonica e internet».
Il primo cittadino annuncia anche un passo formale: «Oggi scriverò al prefetto per segnalare questa continua problematica che espone le nostre comunità non solo a disservizi ma anche a rischi e pericoli».
Ed è proprio il tema della sicurezza a rendere il problema ancora più serio. In caso di emergenza, infatti, poter comunicare rapidamente con i servizi di soccorso non è un lusso, ma una necessità.
Nei Monti Dauni il paradosso è evidente: mentre i piccoli Comuni cercano di combattere lo spopolamento, attirare visitatori, incentivare il lavoro da remoto e costruire nuove opportunità economiche attraverso la tecnologia, basta un guasto o un’interruzione della rete per riportare intere comunità indietro di decenni.
E così, mentre nelle piazze dei borghi arrivano turisti e si moltiplicano gli eventi estivi, nei negozi si prova a pagare, negli uffici a lavorare e nelle case a telefonare. Ma la rete, semplicemente, non c’è.
Ora i sindaci chiedono risposte e soprattutto tempi certi per il ripristino. Perché nei piccoli comuni dei Monti Dauni essere senza internet per qualche ora può essere un disagio. Restarci per giorni, nel pieno dell’estate, rischia invece di diventare un problema per un intero territorio.
