Dal Giappone a San Giovanni Rotondo, la straordinaria storia di Hiroko Francesca Hara, figlia spirituale di Padre Pio
Dal Giappone a San Giovanni Rotondo, la straordinaria storia della dottoressa Hiroko Francesca Hara, nata nel buddismo Zen e convertitasi al Cristianesimo dopo aver incontrato la spiritualità di San Francesco e Padre Pio. Un cammino di fede, medicina e carità, segnato da un presunto miracolo, dall’impegno accanto ai sofferenti e da una importante donazione all’Opera di Padre Pio. Oggi, a 84 anni, vive a Lucera e racconta la sua singolare esperienza

– In questi giorni il Giappone torna a ricordare una delle pagine più drammatiche della storia dell’umanità: le vittime delle bombe atomiche che colpirono Hiroshima e Nagasaki. Un dolore che appartiene alla memoria del popolo giapponese e che, a distanza di decenni, continua a interrogare le coscienze.
Proprio in occasione di queste commemorazioni, assume un significato particolare la storia di una donna giapponese che ha legato indissolubilmente la propria vita all’Italia, alla fede cristiana e soprattutto a San Pio da Pietrelcina.
È la dottoressa Hiroko Hara, oggi 84enne, nata in Giappone nella tradizione del buddismo Zen, la cultura spirituale che affonda le proprie radici anche nell’antico mondo dei samurai. La sua è una vicenda umana e spirituale davvero singolare: arrivata in Italia nel 1969, ha scelto di vivere nel nostro Paese, ha lavorato anche a San Giovanni Rotondo e presso Casa Sollievo della Sofferenza, per poi convertirsi al Cristianesimo e ricevere nel battesimo il nome di Francesca, in omaggio a San Francesco d’Assisi e a Padre Pio, al secolo Francesco Forgione.
Una storia che si intreccia con quella di San Giovanni Rotondo e con tante persone che hanno conosciuto direttamente la straordinaria figura del Frate di Pietrelcina.
L’incontro con il chierichetto di Padre Pio
A raccontare questa giornata speciale è un pellegrino che ha avuto modo di trascorrere alcune ore insieme a Francesca Hara e alla sua amica Lucia.
«Ho trascorso una giornata assieme ad una donna italiana ma nata in Giappone, pellegrina speciale, davvero speciale», racconta. Durante la giornata ci sono stati anche incontri particolarmente significativi, tra cui quello con Nicola Palladino, il chierichetto di Padre Pio, e con Giuseppina D’Errico, moglie del compianto scrittore e amico Giovanni Scarale.
È stata proprio Lucia a favorire l’incontro con quella che viene descritta come una figlia spirituale di Padre Pio «davvero unica».
Francesca Hara porta infatti con sé una testimonianza che attraversa culture, religioni e continenti: dal Giappone all’Italia, dal buddismo Zen al Cristianesimo, fino alla devozione profonda per San Francesco e Padre Pio.
Il miracolo e la riconoscenza verso Padre Pio
Al centro della sua esperienza spirituale c’è anche un episodio che Francesca considera un miracolo ricevuto per intercessione di Padre Pio.
La donna racconta di essersi risvegliata da un coma in circostanze che ha interpretato come un intervento miracoloso del Santo di Pietrelcina. Da quel momento il suo legame con Padre Pio è diventato ancora più profondo.
«Sono venuta in Italia nel 1969, ho lavorato anche in Casa Sollievo e nell’Opera di Padre Pio – racconta Francesca –. Ho conosciuto padre Michele Placentino, confratello di Padre Pio in vita. Ho donato all’Opera di Padre Pio e mi hanno messo anche una tabella di ringraziamento per quanto io ho fatto per l’Opera di Padre Pio che era guidata da padre Michele».
La sua riconoscenza si è concretizzata anche in una importante donazione destinata ai Frati Cappuccini e all’Opera di Padre Pio negli anni Novanta.
A ricordare quel gesto c’è ancora oggi una targa collocata nella struttura sanitaria francescana.
La targa reca questa iscrizione:
«La dott.ssa Hiroko Hara di Tokyo, battezzata Francesca con la conversione dal buddismo Zen, ha ammirato nella struttura “GLI ANGELI DI PADRE PIO” la carità nella nuova fede e piena di entusiasmo e gratitudine ha offerto questa SALA CONVEGNI come luogo di ricerca e di comunicazione intellettuale per la crescita della scienza e dello spirito – 20 settembre 1997».
Una data, quella del 20 settembre 1997, che rappresenta dunque una pagina importante della storia personale della dottoressa giapponese e del suo rapporto con la realtà francescana di San Giovanni Rotondo.
Una vita donata ai sofferenti
La scelta di Francesca non è rimasta soltanto una conversione religiosa. La sua vita professionale e umana si è orientata verso chi soffre.
Nel 1998, nell’ambito della Fondazione e delle attività legate a Padre Pio, si impegnò anche per aiutare bambini con disabilità, accompagnandoli persino a pregare sulla tomba del Santo.
Un modo concreto, secondo la sua testimonianza, di mettere in pratica quella carità che aveva riconosciuto nella figura di Padre Pio.
«Senza amore e senza preghiera la medicina poco può fare per i poveri e i sofferenti», è il pensiero attribuito a Padre Pio che Francesca ha fatto proprio nel corso della sua vita.
«L’avventura di scalare me stessa»
Oggi Hiroko Francesca Hara vive ancora in provincia di Foggia, precisamente a Lucera, e continua a rendere testimonianza del suo particolare cammino spirituale.
Nell’aprile scorso ha pubblicato il suo primo libro, dal titolo “L’avventura di scalare me stessa. L’utopia della vita”, un’opera nella quale racconta la propria esistenza, le esperienze vissute, la conversione, il rapporto con Padre Pio e il lungo viaggio interiore che dal Giappone l’ha condotta in Italia.
Il libro è stato donato agli amici più cari, a Nicola Palladino e a Giuseppina D’Errico, ed è stato inviato anche in Giappone, in lingua italiana, ai parenti rimasti lontani.
È il racconto di una vita difficile da racchiudere in poche parole: quella di una donna nata in una cultura profondamente diversa da quella occidentale, approdata in Italia nel 1969, diventata cittadina italiana, medico, cristiana e devota di Padre Pio.
Una storia nella quale si incontrano il Giappone e San Giovanni Rotondo, la medicina e la fede, la sofferenza e la speranza.
Un ponte tra due mondi
La vicenda di Francesca Hara appare oggi ancora più significativa proprio mentre il Giappone rinnova la memoria delle vittime di Hiroshima e Nagasaki.
La sua vita rappresenta, in qualche modo, un ponte tra due mondi lontani: quello della sua terra d’origine e quello che ha scelto come patria, l’Italia; tra la spiritualità Zen della sua giovinezza e la fede cristiana abbracciata in età adulta; tra la professione medica e una concezione della cura che mette al centro la persona, la preghiera e l’amore.
Da donna giapponese è diventata pellegrina a San Giovanni Rotondo. Da medico ha scelto di dedicarsi ai sofferenti. Da credente ha trovato in Padre Pio una guida spirituale e in San Francesco un modello di vita.
E oggi, attraverso il suo libro e la sua testimonianza, continua a raccontare questa straordinaria «avventura» che, come suggerisce il titolo della sua opera, è stata soprattutto un viaggio alla scoperta di se stessa.
Una storia speciale, nata dall’incontro fra due culture e segnata da una fede che Francesca Hara considera una chiamata alla carità.
