Negli ultimi giorni il dibattito sul bilancio comunale ha acceso i riflettori su alcune cifre particolarmente significative, tra cui un disavanzo tecnico di circa 4 milioni di euro. A intervenire per fare chiarezza è l’ex sindaco Gatta, che contesta la lettura secondo cui si sarebbe di fronte a un «buco di bilancio», a una situazione debitoria fuori controllo o a «bilanci non veritieri». Secondo Gatta, infatti, la situazione finanziaria va letta alla luce della natura del disavanzo e delle scelte contabili adottate. «Non si tratta di cattiva gestione – sostiene – ma di una scelta contabile iper-prudenziale». Uno dei nodi principali riguarda i rapporti finanziari con una società del settore eolico. Il Comune, secondo la ricostruzione dell’ex primo cittadino, non sarebbe debitore nei confronti della società, ma vanterebbe crediti per oltre 5 milioni di euro, tra capitale, sanzioni e interessi. Di questi, circa 3,68 milioni rappresenterebbero la quota capitale relativa alle royalties dovute. Gatta ricorda inoltre che negli anni passati l’amministrazione avrebbe già recuperato circa 2 milioni di euro di ICI non versata, mentre è ora attesa la prima sentenza del Tribunale di Rovereto. È proprio dalla contabilizzazione di questi crediti che, secondo l’ex sindaco, deriverebbe una parte consistente del disavanzo tecnico. Negli anni precedenti, spiega Gatta, il 40% del credito veniva contabilizzato come entrata, mentre il restante 60% veniva accantonato nel Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità (FCDE), seguendo le indicazioni dei legali e senza contestazioni da parte della Corte dei Conti. Successivamente sarebbe stata adottata una linea ancora più prudenziale, destinando al FCDE il 100% del credito vantato nei confronti della società eolica, di fatto azzerando contabilmente l’entrata considerata disponibile. Contestualmente, il Fondo Rischi per le cause legali sarebbe passato da 500mila a 1,1 milioni di euro. «È stata un’operazione puramente contabile – sostiene Gatta – che ha determinato un disavanzo tecnico di circa 4 milioni di euro». A questa cifra si aggiungerebbe lo stralcio di circa 600mila euro di accertamenti relativi a Imu e Tari, somme che, secondo la ricostruzione fornita dall’ex amministratore, erano già inserite nei ruoli coattivi e oggetto di attività di riscossione da parte del Comune. Gatta rivendica inoltre il lavoro svolto negli anni sul fronte delle passività pregresse. Tra le somme indicate figurano oltre 450mila euro corrisposti allo Studio Mescia per pendenze risalenti al periodo 2001-2011, circa 100mila euro all’avvocato De Vitto per parcelle risalenti alla fine degli anni Novanta, oltre 280mila euro alla società Tempor per il servizio di raccolta dei rifiuti relativo al periodo 2001-2011 e circa 200mila euro per la chiusura e il pagamento dei debiti della partecipata comunale Candeo. A queste somme, sempre secondo l’ex sindaco, si aggiungono circa 2 milioni di euro destinati alla definizione della cinquantennale controversia con la ditta Rosania. Lo sguardo, però, è rivolto anche al futuro. Dal 2026, secondo Gatta, il peso annuale dei mutui dovrebbe ridursi sensibilmente, passando da circa 400mila a 140mila euro. Una riduzione che libererebbe circa 260mila euro l’anno di liquidità per le casse comunali. Sul fronte delle entrate, inoltre, l’ex sindaco segnala l’arrivo previsto di risorse comprese tra 5 e 6 milioni di euro derivanti dalle nuove convenzioni per impianti fotovoltaici ed eolici, somme che dovrebbero essere destinate a opere pubbliche e manutenzioni. A completare il quadro ci sarebbe, infine, un pacchetto di opere già finanziate, per un valore complessivo indicato in circa 20 milioni di euro, che secondo Gatta potranno essere realizzate senza gravare sulle casse comunali. «Chiarire i dati è un dovere verso la comunità – conclude l’ex sindaco –. Questi sono i numeri e ogni scelta è stata fatta sempre e solo nell’interesse dei cittadini». La vicenda resta dunque al centro del confronto politico e amministrativo. Da una parte i numeri del disavanzo e degli accantonamenti, dall’altra la lettura dell’ex amministrazione, che invita a distinguere tra un effettivo squilibrio finanziario e un disavanzo di natura tecnica determinato dalle modalità con cui sono stati contabilizzati crediti, rischi e poste di bilancio.