Ventisei centesimi. Nemmeno il prezzo di un caffè al bar, eppure è questa la cifra che il 5 per mille ha portato a Monteleone di Puglia nell’ultima assegnazione disponibile. Una sola firma, una quota Irpef praticamente simbolica e un risultato che, a guardarlo con un pizzico di ironia, rischia di diventare una piccola “classifica nazionale” tutta da raccontare. Il dato, relativo all’anno finanziario 2025 e riportato dall’Agenzia delle Entrate, colloca infatti il piccolo Comune dei Monti Dauni al secondo posto nazionale per importo più basso. Davanti c’è soltanto Monteleone Rocca Doria, in Sardegna, che ha incassato appena cinque centesimi. A Monteleone di Puglia, dunque, il 5 per mille ha fatto registrare una performance da salvadanaio: 26 centesimi, una firma e praticamente neanche il resto della spesa. Ma dietro quella cifra minuscola c’è un meccanismo fiscale tutt’altro che irrilevante. Il 5 per mille è infatti una quota dell’Irpef che ogni contribuente può scegliere di destinare, senza alcun costo aggiuntivo, a diverse finalità sociali. Tra queste c’è anche il Comune di residenza, che deve utilizzare le somme ricevute per attività rivolte a persone e famiglie in condizioni di difficoltà. Il risultato finale dipende però da due elementi molto concreti: il numero delle persone che firmano e l’ammontare dell’Irpef generata dai contribuenti che decidono di destinare quella quota proprio al Comune. E a Monteleone, questa volta, la combinazione è stata minimalista: una sola scelta e un reddito imponibile particolarmente contenuto hanno prodotto quei 26 centesimi. Insomma, non è che a Monteleone la solidarietà sia finita nel salvadanaio delle offerte. Semplicemente, quel contribuente ha scelto di indirizzare il proprio 5 per mille verso il Comune, mentre altri possono averlo destinato a enti, associazioni, ricerca, volontariato o alle numerose altre categorie ammesse. Eppure la cifra fa sorridere e riflettere allo stesso tempo. Perché quei 26 centesimi raccontano, in miniatura, quanto possa essere diversa la ricaduta di una scelta fiscale apparentemente piccolissima. In questo caso, il contributo è talmente ridotto che probabilmente per spenderlo il Comune dovrebbe prima capire dove custodire il salvadanaio. A livello nazionale, però, il quadro cambia completamente. Sono 7.904 i Comuni beneficiari, per un totale di circa 17,1 milioni di euro e oltre 538 mila scelte. Numeri che dimostrano come, moltiplicata per migliaia di contribuenti e territori, quella piccola percentuale possa trasformarsi in risorse concrete per le comunità. E così Monteleone di Puglia finisce sotto i riflettori non per aver raccolto milioni, ma per aver conquistato una posizione decisamente particolare nella graduatoria nazionale. Ventisei centesimi: pochi per cambiare il bilancio di un Comune, abbastanza per raccontare una curiosa storia dei piccoli borghi italiani.