Castelluccio Valmaggiore apre le porte al mondo: cittadinanza onoraria a Harkness, Palumbo e Stoyanov
Il Consiglio comunale ha conferito all’unanimità il riconoscimento a tre personalità che hanno costruito, attraverso fede, cultura e dialogo, legami con la comunità dei Monti Dauni
di Andrea Gisoldi · 09 agosto 2026 · 00:21
Castelluccio Valmaggiore apre le porte al mondo: cittadinanza onoraria a Harkness, Palumbo e Stoyanov
CASTELLUCCIO VALMAGGIORE – Ci sono cerimonie che vanno oltre la formalità di una pergamena consegnata e di una seduta solenne del Consiglio comunale. A Castelluccio Valmaggiore la cittadinanza onoraria è diventata l’occasione per raccontare una comunità piccola nei numeri, ma capace di costruire relazioni ben oltre i confini del proprio territorio.
Castelluccio Valmaggiore apre le porte al mondo: cittadinanza onoraria a Harkness, Palumbo e Stoyanov
Nella Sala consiliare, cuore della vita democratica del paese, il Consiglio comunale ha deliberato all’unanimità il conferimento della cittadinanza onoraria a tre personalità legate, in modi differenti, alla comunità castelluccese: Mons. Eugene Provost Laird Andrew Harkness, Rettore della Parrocchia Our Lady of the Assumption and the English Martyr di Cambridge; Valeria Palumbo, giornalista professionista, storica delle donne ed esperta e docente di New Media, comunicazione e politica internazionale; e Mihail Stoyanov, membro del Consiglio di Amministrazione dell’Ordine di San Giorgio Martire e presidente dell’Associazione Little Bulgaria UK di Cambridge.
A fare da filo conduttore della cerimonia sono state le parole del sindaco Pasquale Marchese, che ha voluto sottolineare il valore non soltanto simbolico del riconoscimento.
«La cittadinanza onoraria non è un titolo che si concede con leggerezza – ha spiegato il primo cittadino – ma è il riconoscimento più alto che una comunità possa offrire a chi, pur non essendo nato tra queste mura, ha scelto di camminare al nostro fianco, di credere in noi e di portare il nome di Castelluccio Valmaggiore oltre i confini dei Monti Dauni, in Italia e in Europa».
Un riconoscimento che, nelle intenzioni dell’amministrazione, assume così il significato di un vero e proprio patto. «È un patto di appartenenza reciproca – ha aggiunto Marchese – noi apriamo le porte della nostra storia e chi la riceve si impegna a custodirne lo spirito».
Tre storie diverse, dunque, riunite sotto lo stesso riconoscimento. A Monsignor Harkness il Comune ha voluto esprimere gratitudine per il ponte spirituale e umano costruito tra la sua comunità di Cambridge e Castelluccio Valmaggiore. Un legame che, secondo il sindaco, dimostra come «la fede e il dialogo tra i popoli parlano la stessa lingua, ovunque nel mondo».
Alla giornalista Valeria Palumbo è stato invece riconosciuto il lavoro svolto attraverso la propria attività professionale e culturale. Marchese ne ha sottolineato il contributo alla verità, alla memoria storica e alla valorizzazione di quei territori che spesso rimangono ai margini dei grandi circuiti dell’informazione.
Infine, il riconoscimento a Mihail Stoyanov è stato letto come un tributo al suo impegno nella costruzione di relazioni culturali tra popoli e nazioni. Un’attività che, nelle parole del sindaco, interpreta «lo spirito di fratellanza europea» al quale Castelluccio Valmaggiore guarda con convinzione.
Il momento più significativo, però, è forse racchiuso in una frase rivolta direttamente ai tre nuovi cittadini onorari: «Da questa sera, Castelluccio Valmaggiore è anche casa vostra».
Non una formula di rito, ma la volontà di trasformare il riconoscimento in un legame destinato a durare. «Non un titolo simbolico da riporre in un cassetto – ha sottolineato Marchese – ma un’appartenenza viva, fatta delle nostre pietre, delle nostre tradizioni, della nostra gente semplice e ospitale».
Ed è proprio da qui che il sindaco ha allargato lo sguardo dalla cerimonia alla comunità. Castelluccio Valmaggiore, poco più di 1.200 abitanti, viene descritto come un piccolo centro dell’Appennino Dauno che, nonostante le dimensioni, continua a tessere relazioni internazionali.
«Un piccolo Comune può sembrare lontano dai grandi crocevia della storia – ha detto Marchese – eppure proprio da qui, da questa terra di confine e di passaggio, sappiamo tessere relazioni che uniscono Cambridge, la storia delle donne, la fede e la fratellanza tra i popoli d’Europa».
Un messaggio che guarda anche al futuro e al ruolo della comunità. Il sindaco ha voluto infatti dedicare un passaggio del suo intervento alle associazioni, alle famiglie e a tutti coloro che quotidianamente contribuiscono a mantenere viva l’identità del paese.
«Questa cerimonia è vostra tanto quanto lo è dei nostri ospiti d’onore – ha concluso – perché senza la vostra identità, la vostra storia e il vostro orgoglio, nessun titolo avrebbe davvero valore».
Poi la formula ufficiale: a nome del Consiglio comunale e dell’intera cittadinanza, la cittadinanza onoraria è stata conferita a Harkness, Palumbo e Stoyanov.
Tre nuovi cittadini, tre ponti verso l’esterno e un paese che, per una sera, ha scelto di raccontare la propria identità non attraverso i numeri, ma attraverso le relazioni costruite nel tempo. «Benvenuti nella nostra famiglia. Benvenuti a Castelluccio Valmaggiore», le parole con cui Marchese ha chiuso la cerimonia.
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