Francesca Mele, 103 anni di vita: una storia di amore, guerra e coraggio
Tanti aneddoti e tra questi l'amore alla prova della Seconda Guerra Mondiale

ROCCHETTA SANT’ANTONIO — Compiere 103 anni significa custodiere dentro di sé, come in uno scrigno prezioso, più di un secolo di storia. È la storia di una comunità, di un mondo contadino ormai lontano e, soprattutto, di un amore capace di sconfiggere la guerra, la distanza e la paura. Il 17 agosto scorso, Francesca Mele in Martinazzo ha raggiunto questo traguardo straordinario, circondata dall'affetto di una famiglia che oggi abbraccia generazioni e continenti.
Le radici e il dolore della perdita
Nata il 17 agosto 1923 a Rocchetta Sant’Antonio, Francesca è la prima e unica figlia del primo matrimonio di Alfonso Mele con Giovina Fabrizio. La sua infanzia, tuttavia, viene segnata fin da subito da un vuoto incolmabile: la madre muore quando lei ha appena due anni. Di lei non le rimarrà neppure una fotografia. Un'assenza profonda che Francesca ha portato nel cuore per tutta la vita e a cui torna ancora nei momenti di maggiore dolore, desiderando quel volto materno che il tempo le ha sottratto.
Attorno a lei, però, l'amore non è mai mancato. La famiglia della madre non le ha mai fatto sentire la solitudine, mantenendo vivi i contatti e l'affetto ancora oggi. Con il secondo matrimonio del padre con Giovanna D’Agostino, Francesca è diventata la colonna portante di una nuova e numerosa famiglia, crescendo i fratelli e le sorelle quasi come una madre e accudendo entrambi i genitori fino alla fine.
L’arte di arrangiarsi nel mondo contadino
Gli anni della giovinezza sono stati anni di duro lavoro nei campi, in una terra arida e generosa solo con chi la sapeva rispettare. Francesca ha imparato presto l'arte del baratto, dello scambio di beni essenziali e dell'allevamento di animali da cortile. In un mondo severo ma genuino, ha sviluppato la capacità straordinaria di non sprecare nulla, imparando a creare con le proprie mani tutto ciò che serviva per la casa: coperte, guanti, sciarpe e cappelli.
L'amore alla prova della Seconda Guerra Mondiale
A diciotto anni, la vita di Francesca incrocia quella di Luigi Martinazzo. È l'inizio di un grande amore, subito messo alla prova dal secondo conflitto mondiale. Luigi viene chiamato alle armi e inviato sul fronte russo, dove viene fatto prigioniero. Per due anni affronta stenti inimmaginabili, arrivando a sopravvivere mangiando bucce di patate — un’esperienza talmente traumatica che, una volta tornato, non ne avrebbe mai più mangiata una.
A Rocchetta, intanto, l'attesa si trasforma in strazio. Senza notizie per mesi e anni, Francesca si ammala di consunzione, consumata dal dolore e dal timore di non rivederlo mai più. Ma contro ogni previsione, Luigi riesce a salvarsi e a tornare a casa a piedi e con mezzi di fortuna, percorrendo un gelido cammino da romanzo. Al suo ritorno, i due si sposano in una giornata d'inverno, dando vita a una famiglia felice coronata dall'arrivo di quattro figli: Giuseppina, Giovina, Leonarda e Alfonso.
Una vita di sacrifici, valori e sogni sospesi
Mentre Luigi lavora con orgoglio come guardiano campestre — uno dei pochi a saper leggere e scrivere —, Francesca si dedica alla famiglia e al lavoro nei campi. Pur non avendo mai frequentato la scuola, dimostra una forza e un'intelligenza pratica fuori dal comune. La famiglia cambia spesso masseria, vivendo in condizioni oggi impensabili, senza acqua corrente né luce elettrica, ma Francesca riesce sempre a garantire il calore di un focolare unito. Guidata dall'antico motto contadino «Mazza e panella fanno i figli belli», trasmette ai figli disciplina, rispetto e un affetto incrollabile.
Nonostante non abbia mai sofferto la fame grazie alla sua ingegnosità, la vita le riserva una curiosità inesauribile per il mondo. Viaggia molto in Italia, soprattutto in Trentino, ma non sale mai su un aereo: il suo sogno più grande, volare negli Stati Uniti e in Brasile per visitare i fratelli della madre, rimane sospeso nel cielo come un desiderio mai realizzato.
La lucida testimonianza di un secolo
Oggi la famiglia di Francesca si è estesa a 10 nipoti e 10 pronipoti sparsi in tutto il mondo, da Hong Kong a Edimburgo, fino ad Amsterdam. La vita le ha chiesto ancora conto del dolore, con la perdita del marito e di due dei suoi figli.
A 103 anni, pur allettata e stanca nel corpo, Francesca conserva una mente lucida, presente e attiva. Accanto a lei c'è la figlia maggiore, vicina agli ottant'anni, che la accudisce ogni giorno con devozione e amore.
La storia di Francesca Mele non è solo la cronaca di un secolo vissuto, ma un inno alla resistenza silenziosa, alla capacità di superare le tempeste della storia e alla forza di chi, per più di cent'anni, ha saputo costruire il futuro con la sola forza delle proprie mani e del proprio cuore.
