Editoriali

“Candelora”

Gennaio e Febbraio sono stati gli ultimi mesi aggiunti al calendario romano.

Si narra che sia stato Numa Pompilio, nel 700 a.C., ad aggiungerli per poter far coincidere il calendario con l’anno solare (i romani facevano coincidere l’inizio del nuovo anno con il 1° di marzo), lo stesso Numa Pompilio volle che febbraio fosse di 29 giorni, quindi 30 in un anno bisestile, e che sia stato Augusto, successivamente, a togliere un giorno a febbraio per aggiungerlo al mese con il suo nome, agosto, in modo che il mese dedicato a Giulio Cesare, luglio, non fosse più lungo.

In conseguenza dell’adattamento del calendario romano, nel VII secolo, la Chiesa indicò il 2 febbraio come festa della presentazione al tempio di Gesù, poichè, per questo evento, era necessario che fossero trascorsi quaranta giorni dalla nascita, 25 dicembre.

In questa data, la Chiesa festeggia anche la “Purificazione della SS. Vergine Maria”.

Secondo la tradizione ebraica, una donna era considerata impura per un periodo di quaranta giorni dopo il parto di un maschio, di ottanta se nasceva una femmina, e per purificarsi doveva recarsi al tempio.

La festa venne fatta coincidere con quella dei riti pagani di “Giunone purificata” durante la quale le donne, per chiedere la benevolenza della Dea contro la malaria, giravano per le vie con le fiaccole accese.

Il Cristianesimo ha tratto spunto da questi rituali pagani “Festum Candelarum” proclamando questo giorno come quello della benedizione delle candele, simbolo di luce (Gesù) e di purificazione (SS. Vergine Maria).

Le fiaccole prima e i ceri benedetti poi, venivano (succede ancora oggi) portati a casa e accesi tutte le volte che se ne presentava la necessità, per ingraziarsi la benevolenza degli dèi prima e, successivamente, l’intercessione dei santi durante le calamità naturali, per chiedere la guarigione di una persona cara gravemente malata, in caso di epidemie o ancora, quando si aspettava (si aspetta) qualcuno lontano che si sperava tornasse presto.

La festa delle Luci ebbe origine in oriente con il nome di “ipapante” (incontro) e la prima testimonianza della festa risale al IV secolo.

Solo a partire dalla fine del V secolo, si trovano testimonianze di questa festa in quasi tutto l’Occidente.

Egeria (pellegrina) anche nota come Eteria (IV-V sec.), scrittrice romana, nel suo “Itinerarium Egeriae” in cui descrive il suo viaggio attraverso i luoghi della cristianità, parla di un rito durante il quale “si accendono tutte le lampade e i ceri, facendo così una luce grandissima”.

La festa della “Candelora” chiude il periodo delle celebrazioni natalizie, aprendo il cammino verso la Pasqua.

Si racconta che nel giorno della Candelora, si può scoprire se una persona è stata colpita dal malocchio.

Ad accertarsene può essere solo un “esperto/a” che deve seguire queste semplici modalità : immergere tre capelli dell’interessato/a in una bacinella piena d’acqua, poi fargli intingere un dito nell’olio e farne cadere tre gocce nella stessa acqua.

A questo punto, se le gocce d’olio restano intere al centro della bacinella, la persona non è affetta da malocchio, in tutti gli altri casi si.

Buona fortuna !

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