Editoriali

John Lennon

Non c’è alcuna sorpresa da fare, la fine già la conosciamo. Era lunedì 8 dicembre del 1980, a New York, John e Yoko stavano tornando a casa dopo aver passato parte del pomeriggio e della serata nello studio di registrazione. Scesi dalla macchina si trovarono di fronte Mark Chapman che impugnava una pistola, sparò cinque colpi dei quali quattro colpirono John. Durante la notte al Roosvelt Hospital morì John Lennon. Sicuramente in tanti non hanno bisogno di altri riferimenti per individuare il personaggio e legarlo alla sua storia, alla nostra storia. Ma così non è per tutti. “Chiedi chi erano i Beatles” cantavano gli Stadio, individuando una ragazzina di quindici anni che non li conosceva, era il 1984. Figuriamoci i quindicenni di oggi. Eppure basta ascoltarli John Lennon, Paul McCartney, George Harrison, Ringo Starr, per accorgersi che la loro musica è ancora attuale, capace di conquistare anche questa generazione come ha conquistato quelle precedenti. I Fab Four dieci anni prima, 1970, si erano sciolti tra meraviglia e incomprensione. Coloro che avevano segnato l’inizio di una nuova epoca non solo musicale, il fenomeno socioculturale più importante degli ultimi tempi, smettevano di essere un gruppo. I Beatles avevano suonato e cantato “All you need is love”. La risposta a questo desiderio John la trovò in Yoko Ono, la ragazza che il resto del gruppo e quasi tutti i fan consideravano un’intrusa. L’anno dopo, era il 1971, vide la luce “Imagine” la canzone simbolo della ricerca della pace nel mondo che da quel momento John e Yoko andarono in giro a promuovere, fino a quella tragica sera. Let it be!

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