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32 dicembre

32 dicembre

Altro DPCM altre restrizioni o le stesse modificate nei termini. Istruzioni per le prossime festività: chi ricevere a casa, quanti essere a tavola, il numero dei giocatori a tombola, quante cartelle toccano ad ognuno, e meno male che non hanno messo mano al menù altrimenti addio anguilla e cima col baccalà, cartellate e calzoncelli… Come già successo in occasione di altri DPCM, c’è sempre qualcuno che proprio non ce la fa a stare zitto. “Simpatica” l’uscita dell’assessore già responsabile alla sanità in Puglia, Pier Luigi Lopalco, il quale ha detto “il Natale lo festeggiate in un altro momento”. Va bene l’attenzione e la preoccupazione che quanti rivestono un ruolo istituzionale devono avere ma se permette, Lopalco, il Natale io lo festeggio con il cenone del 24 e la messa del 25 dicembre. Prometto che sarò “ubbidiente” come lo ero nelle letterine di Natale che inviavo a Gesù Bambino, ai miei tempi non si inviava ancora a Babbo Natale, prometto anche che a tavola saremo in cinque, massimo sei, e che alla nascita di Gesù Bambino assisterò in streaming all’ora che vorranno, ma non mi può chiedere di “festeggiare Natale in un altro momento”. Uno “strappo” si potrebbe fare per il Capodanno festeggiandolo il 32 dicembre o in altro giorno, come suggeriva Luciano De Crescenzo ad Alfonso, il protagonista del “I penultimi fuochi” uno degli episodi del suo libro “Oi dialogoi”: a Napoli un disoccupato, Alfonso, il 31 dicembre è molto amareggiato perché, non avendo denaro, non può esaudire il grande desiderio dei figli di comprare, per quella notte, i botti. Egli ha infatti trascorso l’ultima giornata dell’anno alla ricerca di qualcuno che gli prestasse 100mila lire per comprare i botti. Dopo aver ottenuto una serie di rifiuti da alcuni amici, Alfonso si rivolge al fratello, il quale è ben disposto a prestargli 100mila lire, a patto che Alfonso si faccia umiliare davanti ad amici e parenti raccontando come ha sperperato l’eredità che gli aveva lasciato il defunto padre. Poiché Alfonso decide di non sopportare l’ennesima umiliazione, torna a casa senza aver comprato i botti per i suoi figli, i quali a mezzanotte, mentre tutta la città fa festa coi fuochi artificiali, vanno a letto piangendo. Ma il papà ha promesso loro che, non appena egli avrà dei soldi, festeggeranno il Capodanno in un giorno qualsiasi. E il 12 gennaio Alfonso mantiene la promessa e la sua famiglia fa “i botti” quella notte. Cosicché lui viene denunciato da un vicino per schiamazzi notturni, ma si salva dal guaio grazie alla sua innata furberia: il vicino che lo aveva denunciato era il questore Caradonna, che la notte di Capodanno aveva anch’egli fatto esplodere dei fuochi d’artificio, cosa teoricamente vietata dal codice penale. Auguri Pier Luigi Lopalco….li tenga buoni anche se dovesse festeggiare “in un altro momento”.

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