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Tra Rocchetta e Candela potrebbe sorgere un mastodontico impianto eolico da 19 titaniche pale

L’ombra di un mega impianto eolico si affaccia su Rocchetta Sant’Antonio, Candela, Sant’Agata di Puglia, Ascoli Satriano e Deliceto. Se pur in fase embrionale è al vaglio del comitato di valutazioni e autorizzazioni del Ministero dell’Ambiente un progetto di mastododiche dimensioni denominato “EWR1 -San Martino – Serre”, composta da 19 aerogeneratori per una potenza complessiva di 115 MW, ricadente nei comuni di Rocchetta Sant’Antonio con 17 aerogeneratori, Candela con due pale e con covidotti che potranno interessare i territori di Sant’Agata di Puglia, Ascoli Satriano e Deliceto.

Ogni aerogeneratore avrà in media una portata di sei megawatt con un raggio molto ampio. Le dimensioni di riferimento della turbina proposta, infatti, sono d (diametro rotore) fino a 170 m, h (altezza torre) fino a 115 m, Hmax (altezza della torre più raggio pala) fino a 200 m. Per esser più pratici il raggio della sola pala sarà più o meno ampio quanto l’intera dimensione  di una pala eolico comprensiva di pilone di sostegno già presente nel territorio. Le immense dimensioni del progetto dovrebbero significare anche maggior difficoltà nella realizzazione e nell’approvazione del progetto dai vari enti che dovranno rilasciare parere positivo all’immensa opera. Nell’agro di Rocchetta le 17 pale dovrebbero circondare l’abitato sorgendo in diversi punti del tenimento rocchettano. Dal confine con Lacedonia nei pressi del Santuario della Madonna del Pozzo fino ad arrivare a “Preta Longa” confine con il tenimento di Candela le pale potrebbero diventare un cortina che circonderà il piccolo comune dei Monti Dauni se pur gli aerogeneratori da progetto si trovano in media a più di 2 km dal centro abitato di Rocchetta Sant’Antonio e a poco più di 1,5 km dal centro abitato di Candela. La società proponente è la sinergia EWR1 S.r.l. di Napoli che ha avviato la procedura presso il Ministero il 7 luglio 2020. Il futuro impianto, come già detto, sarà costituito da un numero complessivo di 19 aerogeneratori del tipo Siemens Gamesa SG 6.0-170 o similari, di cui 14 aerogeneratori della potenza nominale pari a 6,0 MW (WTG1, WTG2, WTG3, WTG4, WTG5, WTG6, WTG7, WTG8, WTG9, WTG10, WTG11, WTG12, WTG13, WTG14) e 5 aerogeneratori (WTG15, WTG16, WTG17, WTG18, WTG19) della potenza nominale pari a 6,2 MW per una potenza nominale complessiva dell’impianto di 115 MW, e dalle opere di connessione alla rete di trasmissione elettrica nazionale (RTN) che avverrà su futuro ampliamento della già esistente Stazione elettrica Terna 380/150 kV sita nel comune di Deliceto.

Il modello di turbina che si intende adottare è del tipo SG 6.0 – 170 o similari. Tale aerogeneratore possiede una potenza nominale nel range di 6.0 – 6.2 MW ed è allo stato attuale una macchina tra le più avanzate tecnologicamente; sarà inoltre fornito delle necessarie certificazioni rilasciate da organismi internazionali. Le dimensioni di riferimento della turbina proposta sono le seguenti: D (diametro rotore) fino a 170 m, Hmozzo (altezza torre) fino a 115 m, Hmax (altezza della torre più raggio pala) fino a 200 m. Il cavidotto interno al parco di collegamento tra i 19 aerogeneratori di progetto ha una lunghezza pari a circa 32.90 km, mentre il cavidotto esterno è lungo circa 14.20 km, di cui 5.50 km nel territorio di Candela, 6.10 km nel territorio di Sant’Agata di Puglia, 1.20 km nel territorio di Ascoli Satriano e infine 1.40 km nel comune di Deliceto. Se approvato il progetto non avrà tempi lunghi. Infatti in caso di avvio del cantiere si procederà in primo luogo all’allestimento dell’area di cantiere. Successivamente, e contemporaneamente alla realizzazione degli interventi sulla viabilità di accesso all’area di impianto ed alla realizzazione della linea elettrica interrata, si procederà alla realizzazione delle piste di servizio, delle singole piazzole per gli aerogeneratori e delle fondazioni delle torri di sostegno. La fase di installazione degli aerogeneratori prenderà avvio, a conclusione della sistemazione delle piazzole e della realizzazione del cavidotto, con il trasporto sul sito delle componenti da assemblare: la torre suddivisa in segmenti tubulari di forma tronco conica, la parte posteriore della navicella, il generatore e le tre pale. Complessivamente, per la realizzazione del parco eolico si prevede una durata complessiva di circa 2 anni. Sempre parlando di tempi la vita media di un impianto eolico, allo stato attuale della ricerca tecnologica, si aggira intorno ai 20-25 anni. Sul piano delle ricadure economiche nella fase progettuale la società parla anche di royalties erogate alle Amministrazioni Comunali, ma guardando a quanto successo fino ad oggi anche questa promessa potrebbe svanire come i milioni di euro di royalties scomparsi dalle casse dei comuni dopo le nuove disposizioni nazionali. Difatti anche questo impianto dovrà tener conto del D.M. Del 10/09 2010 (linee guida per lo svolgimento del procedimento di autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili) che dispone, tra le altre,  le compensazioni ambientali nel limite del 3% del fatturato. Speriamo che quest’ultimo passaggio sia chiaro a chi dovrà rilasciare le autorizzazioni a partire dagli enti locali che saranno chiamati a dire la propria nella conferenza di servizi.

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