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IviaggidiSimona passano per Troia, la serpens longa di Federico II

Così era definita la cittadina di Troja da Federico II, ‘serpens longa’. E’ città d’arte antichissima, che ho avuto il piacere di visitare accompagnata dal sole che rendeva la passeggiata per il centro storico ancora più piacevole. Il borgo ha antiche origini, fondata nel 1019 dal Catapano bizantino – ossia un amministratore, un governatore di provincia – Basilio Boioannes per diventareroccaforte dell’impero bizantino. Nei mille anni precedenti, prima di essere colonizzata dai romani, era conosciuta con il nome di Aecae. La sua data di fondazione è riportata sulla porta bronzea posta sul lato destro della Cattedrale e che venne realizzata da Odorisio da Benevento. Città papale, sede di vari concili papali zonali, al centro di una fitta rete viaria, in posizione strategica, eretta diocesi tra il III -IV secolo, molteplici sono gli eventi che hanno contribuito a rendere Troja importante per vari aspetti. 1000 anni di storia portati benissimo, 1000 anni di fede, arte, bellezza e spiritualità e sul pennone a sventolare, il marchio di qualità dellaBandiera Arancione, conferito dal Touring Club Italiano ai piccoli comuni dell’entroterra che si distinguono per offerta e accoglienza. Riflettori puntati sulle bellezze del centro, le eccellenze enogastronomiche, arte, cultura, stile di vita.Visitare la cittadina di Troia vuol dire conoscere le peculiarità del territorio, prendere consapevolezza dello sviluppo della proposta turistica dei Monti Dauni, che sono capaci di coniugare tradizioni, sapori, saperi e bellezze artistiche, naturalistiche e archeologiche. Le battaglie per la difesa dell’agricoltura tradizionale, per il territorio, storie di uomini e donne appassionati e discreti che hanno dato gambe, corpo, cuore e cervello al percorso collettivo, facendo diventare la città di Troia quella che è, ossia esempio di come valorizzare storia, arte e natura in termini turistici. Cattedrale (XI secolo,dall’indubbio interesse architettonico), Museo del Tesoro (con gli Exultet), Museo ecclesiastico diocesano (ricavato nell’ex convento di San Benedetto) Palazzo d’Avalos, la Chiesa di San Basilio, tutte tappe importantissime del centro storico per capire gli avvenimenti di oltre 1000 anni di storia, tradizioni, mentalità. E’ la terra del “Nero di Troia”, uva nera apprezzata anche dallo svevoFederico II; un territorio che offre itinerari per escursioni e passeggiate, ricchi di storia come la Via Francigena. Lungo la vecchia Appia-Traiana, nei secoli hanno transitato eserciti e viandanti per recarsi da Roma a Brindisi. Una strada che giungeva nella Daunia, qui si incontrava la deviazione per Lucera, Arpi – l’attuale Foggia – e Siponto, per arrivare poi a Monte Sant’Angelo dove c’è la grotta nonché il Santuario di San Michele Arcangelo, oppure per proseguire per Ordona e Canosa. ma per maggiori informazioni è sempre meglio rivolgersi agli uffici dell’Info-point di Troia o rifarsi al sito ufficiale, nonché alla pagina Facebook del Comune.

Simona De Donato

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