Editoriali

Mafia

«Per lungo tempo si sono confuse la mafia e la mentalità mafiosa, la mafia come organizzazione illegale e la mafia come semplice modo di essere. Quale errore! (Giovanni Falcone).

“La nostra mafia ormai non ha più quella sensibilità e quel coraggio che aveva prima. Dove sono? (i mafiosi). Non esiste più (la mafia), perché noi la stiamo completamente eliminando, perché nessuno ha più il coraggio di difendere il proprio territorio”.

Queste le parole dell’ex senatrice della Lega, Angela Maraventano, pronunciate durante la manifestazione a Catania per il processo a Salvini.

Aggiungo, a quelle di Falcone, anche le parole di Rocco Chinnici: “La mafia è stata sempre reazione, conservazione, difesa e quindi accumulazione della ricchezza. Prima era il feudo da difendere, ora sono i grandi appalti pubblici, i mercati più opulenti, i contrabbandi che percorrono il mondo e amministrano migliaia di miliardi. La mafia è dunque tragica, forsennata, crudele vocazione alla ricchezza”.

Dubito fortemente che l’ex senatrice leghista conosca queste parole! E credo non sappia nemmeno che la mafia stessa è un modo di fare politica e che, per la sua affermazione, è quasi naturale che cerchi complicità, alleanza, con “la politica”, con “il potere”.

Purtroppo, tornando alla manifestazione, è ancor più triste constatare che le affermazioni della Maraventano, non appartengono solo a lei, non sono stati pochi gli applausi che ha ricevuto.

La mafia cambia, seguendo il cambiamento delle società dove delinque, muta e si intrufola dove gli scopi illeciti la portano e non bada ai modi per riuscirci.

La mafia di oggi è solo una continuazione di quella di prima.

Ci vuole parecchia “ignoranza” per affermare che “la mafia, tutte le mafie, di prima non uccideva donne e bambini; la mafia di prima non trafficava droga; la mafia di prima difendeva la povera gente”. Falso, falso, falso!

La mafia ha sempre ucciso chiunque cercasse di ostacolarne il cammino e chi, donna o bambino che fosse, potesse più facilmente permettere di raggiungere lo scopo.

La mafia è sempre stata dalla parte dei potenti, mascherandosi da agnello per approfittare dei momenti di difficoltà delle persone perbene per intrappolarle nella rete dalla quale non sarebbero più uscite, sempre che riuscissero a vivere abbastanza per accorgersene.

La mafia persegue solo i suoi interessi criminali. Altro che mafiosi difensori del territorio, sensibili e coraggiosi, “sono flagelli contro cui bisogna lottare”, come ha detto il Papa.

Sono tantissimi quelli che già lo fanno e tanti sono anche i buoni politici che, operando con serietà, onestà, lealtà, equità, moralità, difendono, concretamente, il “proprio territorio”.

A questa gente deve andare la nostra solidarietà, il nostro aiuto, la nostra riconoscenza,

Non c’è alcuno spazio per pericolose nostalgie di una mafia che è sempre stata solo violenza, sopraffazione, paura, ricchezza insanguinata o intrisa di lacrime innocenti.

L’ex senatrice sembra temere che la “mafia di prima” sia eliminata del tutto, noi le diciamo che se così fosse ne saremmo felici e lo saremmo, almeno altrettanto, se lo fosse anche la “mafia di oggi”. L’unico domani, che ci piace immaginare, è libero dalle mafie!

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