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Cuore e Ragione

Nei giorni passati, quelli della campagna elettorale per le votazioni del 20 e 21 settembre scorso, a chi non è capitato di scambiare impressioni e
previsioni, come sempre si fa in queste circostanze, sui vari
candidati, sui programmi proposti e, quindi, su quanto avevano in mente di attuare, in caso di vittoria, perché il paese vivesse una “nuova stagione” fatta solo di benessere e concordia. Una mi ha colpito, su tutte, alla fine della presentazione delle liste elettorali: “da una parte ho visto tanta ragione, dall’altra ho visto più cuore”. Non importa che a dirlo sia stata una persona con gran parte del futuro, ormai, alle spalle. C’è ancora chi ritiene che, per amministrare, ci sia bisogno anche di “cuore”.
Rimasto solo, mi sono ripassato, mentalmente, le liste elettorali, alla ricerca di chi potesse avere più “cuore” per svolgere
l’impegnativo compito di amministrare il paese per i prossimi cinque anni. Tutti! Proprio tutti avevano “cuore” e allora perché quella persona aveva notato che da una parte ce ne fosse un pò di più?!?! Le votazioni sono passate e i risultati sono noti a tutti.
Mi è tornata in mente quella frase e questa volta ho riflettuto muovendomi all’inverso: ho considerato se gli elettori fossero stati condizionati dal “cuore” o dalla “ragione” nell’esprimere il loro voto, il risultato numerico diceva “pari e patta”. Una cosa mi è saltata subito all’occhio, chi aveva impostato la sua campagna elettorale sia sul “cuore” che sulla “ragione” non aveva avuto il riscontro necessario, dalla gente, per essere eletto. Eppure era stato chiaro fin da subito: sono consapevole delle tante difficoltà, aveva detto,
intrinseche in una votazione (ragione) ma sono certo che continuerete ad avere fiducia in me (cuore), così come l’avete avuta fino ad ora invitandomi nelle vostre case, affidandovi alla mia professionalità e competenza, “mettendovi nelle mie mani”. Che grande responsabilità! Se pure volessimo attribuire il mancato successo all’incapacità di “ragione” degli elettori dovremmo attribuire altrettanta
responsabilità al “cuore”. Ci fermassimo ad una valutazione
superficiale o parlassimo di un paio di calzini diremmo vadano pure ognuno per la sua strada ma, trattandosi di una cosa estremamente seria, bisogna augurarsi che “cuore e ragione” si mettano insieme, si ricordino che sono entrambi indispensabili e chissà che, così facendo,
riescano a trovare lo spazio che meritano, tutte quelle persone, con i candidati, che potrebbero contribuire, mettendoci tanto “cuore e ragione”, con le loro idee, con le loro azioni, con il loro impegno, alla “nuova stagione” di benessere e concordia per il paese.

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