IviaggidiSimonaTravelTurismo

IviaggidiSimona, un salto nel tempo tra “Fossi” di Accadia

Sulle alture del foggiano, lontano dalla frenesia delle grandi città, sorge Accadia e il suo antico “Rione dei Fossi” e a far loro da sfondo, i Monti Dauni. Il rione è la parte più antica della cittadina, abbandonata dopo il terremoto del 1930. Ci si ritrova tra i cortili abbandonati, circondati dal silenzio a osservare i muri scrostati, le strade di pietra, le case e le finestre senza vetri, ma anche questo partecipa a rendere la parte antica di Accadia, un borgo intriso di mistero. Antiche mura, abitazioni dirute e parzialmente restaurate dove la natura tenta di prendere il sopravvento. Per decine di anni, le case di pietra, sono state disabitate conservando un panorama intatto, da presepe, ricco di storia. Appena si arriva, si è subito colpiti dall’atmosfera che emana, un villaggio fantasma dove il tempo si è fermato, ma la sensazione, inoltrandosi, non è di disagio ma di serenità. Il borgo è stato parzialmente ristrutturato nell’ottica del sistema dell’albergo diffuso, innovativo modello turistico che supera le idee classiche di camere, hall e reception; un hotel capillare insomma, dove al posto dei piani vi sono i vari livelli su cui si sviluppa il borgo e a sostituire le classiche camere d’albergo, le stanze delle antiche abitazioni. Un’idea che potrebbe decretare la rinascita del paese in quella parte addormentata che ha tutte le carte in regola per diventare eccellenza nella ricezione turistica. Un patrimonio immobiliare straordinario in questa località dalle suggestioni medievali, dal gusto per la tradizione e dalla natura incontaminata, le opportunità sono molte. Il quartiere necessita ancora di interventi di recupero, di valorizzazione per trasformarlo in una vera e propria attrazione turistica. Un grande potenziale, un condensato di storia che si vuole far rivivere, affinché non lo si chiami più “fantasma”. Il Rione dei Fossi rappresenta le origini di Accadia, ha il suo fascino girare tra le viuzze, tra le scale, con la sua entrata principale, l’Arco di Porta del Capo. Una parte del rione viene utilizzato in estate per la manifestazione di “Accadia Blues” e per gli interessati, suggerirei di prendere contatti con gli uffici della Pro Loco. Un simile patrimonio architettonico non si ha dappertutto. La gente del posto mi ha spiegato che una parte delle case restaurate dovevano essere destinate all’edilizia popolare…ma poi non se ne è fatto niente! Per contro, ha consentito il mantenimento quasi inalterato dei caratteri essenziali della vita domestica che in altri insediamenti non si trova. Ciononostante offre l’opportunità di effettuare una bella passeggiata romantica, magari all’imbrunire! Il rione è un museo a cielo aperto a testimonianza dell’antica vita di comunità contadina. Merita di essere preservato e visitato dal viaggiatore questo piccolo borgo dal cuore pulsante.

Simona De Donato

Foto Concetta De Bellis

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button