Editoriali

Speranze elettorali

Tra nomi noti e altri meno noti, ieri, entro mezzogiorno, sono state presentate le liste per le prossime elezioni del 20 e 21 settembre. Dopo tante riunioni, incontri, inviti, tra piazze e luoghi deputati e reputati idonei allo scopo, ha visto la luce un caleidoscopio di colori politici e di personalità sociali, scelti dai vari rappresentanti di partiti o circoli, nati allo scopo, che hanno composto, così, le liste elettorali che si contenderanno la vittoria per amministrare, i prossimi cinque anni, comuni e regioni. Non c’è stato spazio, almeno nei comuni, per primarie o confronti che determinassero chi avesse più argomenti e capacità per amministrare meglio, per idee innovative che potessero placare vecchi rancori, nelle intenzioni dei proponenti, nell’interesse delle comunità. Come sempre, come è giusto che sia, questo compito spetterà alla gente attraverso il voto democratico. La vecchia logica, dove uno non vale uno ma un numero diverso, secondo la composizione delle famiglie, del ruolo svolto nella comunità, della capacità aggregativa, e quindi di attrarre voti, ha determinato la composizione delle liste elettorali. Neofiti alla ribalta che se la dovranno vedere con esperti, non tanto della “politica” quanto dei meccanismi che la regolano dato il pluriennale coinvolgimento sia come componenti di passate amministrazioni che nei partiti o circoli. A tutti, ma proprio a tutti, voglio rivolgere un sincero “in bocca al lupo” e una richiesta : competete con tutti i mezzi (leciti) per affermare le vostre idee a favore della comunità che vorreste amministrare, ma evitate di cadere nella trappola del personalismo utilitaristico o delle provocazioni e maldicenze seminate, apposta, da esperti del niente. Già troppe volte, si è assistito alla fine di rapporti, di amicizia o affettivi, in queste circostanze. È bello sperare che, alla fine della competizione, vincitori e vinti, trovino il modo perché le migliori idee degli uni e degli altri vedano la luce nell’interesse delle nostre comunità. Ai “capitani” di queste formazioni il compito di far sì che questo “sogno” si avveri.

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