Chiesa

Covid19. Tornano i cori e i cantori nelle chiese

Dopo il lockdown le chiese hanno risentito della mancanza di corali e cantori nell’animazione della liturgia ai quali non veniva data la possibilità di partecipare in modo attivo alle celebrazioni per via delle restrizioni anti Covid. Ora il Viminale chiarisce che si può tornare alla normalità se si rispettano alcune regole. Il Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione ha sottoposto i quesiti al Comitato tecnico-scientifico, che successivamente (in particolare nella riunione del 10 agosto) ha deciso che “sulla base degli attuali indici epidemiologici, è possibile la reintroduzione dei cori e dei cantori, i cui componenti dovranno mantenere una distanza interpersonale laterale di almeno 1 metro e almeno 2 metri tra le eventuali file del coro e dagli altri soggetti presenti. Tali distanze possono essere ridotte solo ricorrendo a barriere fisiche, anche mobili, adeguate a prevenire il contagio tramite droplet“, ovvero le gocce di saliva che incidentalmente produciamo quando parliamo e che sono i principali veicoli del contagio. “L’eventuale interazione tra cantori e fedeli deve garantire il rispetto delle raccomandazioni igienico-comportamentali ed in particolare il distanziamento di almeno 2 metri”, spiega ancora la nota del Viminale.

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