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Così è….se vi pare (fino a quando?)

Sono passati cinque anni, per alcuni “finalmente” e per altri “purtroppo”. La nuova convocazione elettorale, naturalmente mi riferisco al rinnovo dei Consigli Comunali, chiamerà alle urne i cittadini di diversi Comuni dei Monti Dauni. Più che di “convocazione” si potrebbe, o forse è più giusto dire si dovrebbe, parlare di “riti” legati alle votazioni. Il primo, e più significativo, è quello della composizione delle liste. Ad ogni fine elezioni gli sconfitti si muovono come se le nuove dovessero essere dopo cinque giorni e non cinque anni, parlano di cambiamenti possibili e di passi indietro da parte di alcuni di essi a favore del “nuovo che avanza”. I giorni passano e non succede niente, solo qualche giorno prima delle nuove convocazioni elettorali si manifesta un fermento che indica, in maniera palese, che di quei passi indietro non c’è nemmeno l’ombra, i “soliti” ricompaiono alla ribalta, seguiti da un manipolo di aspiranti e comincia il rito. Apparentemente “democratico”. Grandi chiacchierate in piazza tra i componenti dei vari gruppi, che formano capannelli indipendenti, e “chiamate alle armi” di persone giovani e meno giovani che, in cuor loro, attendevano quella chiamata alla quale si erano già preparati a dire di no. Sì, perché uno dei problemi che si affronta in queste circostanze, sono i rifiuti. I giovani hanno altro per la mente e, per fortuna, idee diverse non compatibili con il “cambiare tutto per non cambiare niente”, mentre quelli con qualche anno in più hanno sufficiente esperienza per non cadere nella trappola dell’apparente gloria e della sicura gogna alla quale verrebbero sottoposti ad ogni provvedimento amministrativo che non contenga specifici interessi. Ma l’ apparente “democrazia” prevede che gli accordi veri vengano decisi in privato : a casa di qualche possibile candidato o sicuro sostenitore, in pizzeria (stranamente, molto meno, ci si incontra al ristorante…costo più alto?!?!?!) ma di un paese vicino, altri luoghi dettati dalla “disponibilità” e dalla fantasia, luoghi di acqua o di terra. Il top di questi luoghi d’incontri è rappresentato dalla “masseria”. Quest’ultimo è il “luogo sacro” per la composizione delle liste elettorali. Da convivi in masseria sono usciti i sindaci degli ultimi anni e la cosa strana, degna di studio, è che all’elezione successiva, qualunque sia stato il risultato o comunque sia stata la gestione amministrativa del paese, il rito si ripete, alla faccia della scaramanzia. Se andassimo avanti così, magari raccontando qualche aneddoto, potremmo farci solo qualche risata pur parlando di un argomento serio, molto serio. Non possiamo, però, sottrarci al rito della “conta dei voti”. I candidati non sono importanti perché capaci ma valgono secondo il numero di voti che porterebbero alla causa e pazienza se bisognerà promettere qualcosa in più di quello che potrà essere fatto. A questo punto una domanda nasce spontanea : se il voto è segreto e nessuno asserisce di potere o volere influenzare il voto altrui, come si fa a dire che tizio deve stare in lista perché “dispone” di tot voti? Mah! Espletati i riti della pizza, casa e soprattutto masseria e quello della composizione delle liste elettorali, comincia quello della raccolta di voti. Si girano le case sollecitando tutte le persone che fino ad allora non si sapeva nemmeno che esistessero in paese, a manifestare i loro desideri, le loro necessità, i loro malesseri sociali a cui, il candidato di turno, annuisce, con movimenti della testa, in segno di condivisione e con poche sillabe li rassicura su tutto : “non vi preoccupate, votatemi e questi problemi considerateli già risolti”. Mica lo sanno, i poveretti, che dopo il voto torneranno nel più completo anonimato! In tutta questa serie di “passaggi”, avrete notato, non esiste un momento dedicato ad uno straccio di progetto per il paese, non si è mai parlato di cosa fare e come farlo, non si è mai detto che una cosa, forse, è meglio che a farla sia una persona capace, meglio se del paese ma, se così non fosse, importante è farla bene. Al progetto, al sogno di un benessere comune, non può sopperire il rito, anche qui, del “programma elettorale” ridotto ad un semplice “copia e incolla” con l’unica certezza che “se arrivano i soldi i marciapiedi si fanno”. Al mio paese si dice che questo lo può fare anche “nu cane cu la coppela ngape”!
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