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Anzano, il sindaco: “in queste condizioni impossibile organizzare feste patronali e sagre”

Non si placa la polemica sull’organizzazione di feste patronali e sagre al tempo del covid. A ritornare sull’argomento è il sindaco di Anzano di Puglia, Paolo Lavanga. “Alcune settimane fa il governo centrale e la regione Puglia emanavano dei provvedimenti, al fine di avviare la fase di ripresa dall’emergenza da corona virus. – scrive Lavanga – Tra queste anche quello di autorizzare sagre, feste ecc. In questi casi, obbligati dai vari DPCM, dalle delibere regionali e richiamati nelle scorse ore dalle varie Prefetture al rigoroso rispetto di tali provvedimenti, i Sindaci hanno la responsabilità di attuare una serie di provvedimenti amministrativi oltre che la logistica al fine di organizzare in sicurezza le varie manifestazioni e salvaguardare la salute dei cittadini. Ora, fermo restando l’euforia di ognuno di noi di riprenderci la nostra vita (desiderio comprensibile), faccio delle considerazioni: come si può pensare di garantire la distanza di sicurezza interpersonale in un paese piccolo come il nostro in queste occasioni? Come, cosa e soprattutto di quali risorse umane ed economiche un comune come il nostro può disporre a garanzia di tutto ciò? E se per disgrazia dovesse partire un focolaio da covid19 nel nostro piccolo comune, come e chi perdonerebbe una cosa del genere? Nei giorni passati ho assistito ad una inaccettabile superficialità e irresponsabilità da parte della maggior parte dei nostri cittadini, sottovalutando un problema che secondo gli esperti non è ancora risolto: assembramenti di persone in luoghi chiusi senza l’utilizzo di mascherine, ma anche in luoghi aperti senza il rispetto della distanze di sicurezza, affollamenti in alcuni bar e attività commerciali senza l’intervento da parte dei gestori. Tutto questo è inaccettabile e per questo chiederò alle forze dell’ordine una maggiore attività di controllo e sorveglianza. Finisco con il ricordare a tutti, – conclude il sindaco di Anzano – che l’utilizzo di mascherine è ancora obbligatorio sia nei luoghi chiusi che nel caso in cui, anche all’aperto, non fosse possibile garantire la distanza di sicurezza. La prudenza non è mai troppa, specie quando non si hanno certezze”.

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