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Feste patronali sì, ma senza processioni nella diocesi di Cerignola – Ascoli Satriano

Per le Feste patronali via libera dalla Regione Puglia ma non dalle Diocesi. Quella di Cerignola – Ascoli Satriano, infatti, ha invito una missiva alle parrocchie dove spiega che non saranno autorizzate processioni per via delle restrizioni legate al Covid19. Sul piano religioso si potranno commemorare i santi patroni con messe e funzioni religiose, ma statue e quadri in giro per le vie delle città non se ne vedranno almeno fino alla fine dell’estate. Il Vescovo, Luigi Renna, si rifà ad una direttiva della Conferenza Episcopale Pugliese del 20 maggio scorso. I vescovi pugliesi in quella nota ribadirono il loro No a “processioni, trasferimento pubblico di immagini sacre, fiaccolate o momenti di preghiera che rischiano di creare assembramenti”. Proprio partendo da questa direttiva il vescovo della Diocesi di Cerignola – Ascoli Satriano, ha ribadito che diventa molto difficile poter far rispettare le restringenti normative anti- assembramenti durante i cortei processionali. Anche la sola distanza dei portantini può diventare un problema. Un messaggio ai presuli che evidenzia quanto già scritto dalla Conferenza Episcopale Pugliese. La stessa Cep infatti più volte ha ribadito che “non sarà possibile, nel rispetto della norma del distanziamento fra le persone attualmente vigente, organizzare processioni, trasferimento pubblico di immagini sacre, fiaccolate o momenti di preghiera che rischiano di creare assembramenti”. Considerando infatti “la facilità con cui nelle processioni e negli altri momenti delle nostre feste ci sono assembramenti di persone nei quali non è possibile assicurare il distanziamento”, “sarebbe una grave mancanza di attenzione nei confronti della salute del nostro popolo trasformare le celebrazioni in drammatico momento di diffusione del contagio e di dolore. Il vivo senso di responsabilità che ci anima – aggiungoo i vescovi – ci spinge anche a vivere questi momenti di festa con maggiore sobrietà e attenzione alle povertà accentuate dalla pandemia, manifestando la solidarietà delle nostre comunità attraverso gesti significativi di condivisione”.

Di qui l’invito “a vivere queste disposizioni con atteggiamento intelligente e responsabile, consapevoli della gravità di questa epidemia che, seppure in queste settimane sembra attenuarsi, rimane pur sempre estremamente pericolosa e temibile”. Quindi ora sorge il dilemma se è opportuno metter in piedi una festa civile senza la tradizionale processione che in molti paesi, soprattutto nei Monti Dauni, diventa fulcro della festa. A Rocchetta Sant’Antonio, ad esempio il Parroco, don Antonio Aghilar, ha già annunciato nell’omelia di domenica scorsa, che l’effige della protettrice, la Madonna del Pozzo, sarà comunque trasferita in paese dalla chiesa di campagna ma in forma privata e senza processione. Idem succederà anche nei giorni 24, 25 e 26 agosto, in cui la tradizione vede ben tre processioni nel paese. Anche ad Ascoli Satriano, il sindaco Vincenzo Sarcone, ha già confermato l’organizzazione della festa civile che andrà ad impreziosire il momento di fede in chiesa con il Pintificale nella concattedrale, senza la consequenziale processione di San Potito per le strade di Ascoli.

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