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Moderni Don Chisciotte

Tempo di votazioni è tempo di ideali, di promesse, di soluzioni, di garanzie, di lusinghe, di adulazioni, di speranze, di impegni, di risoluzioni. Gli interpreti, qualche volta, non sono sempre gli stessi, per fortuna, ma sono personaggi che, se non altro, portano un’ondata di entusiasmo, di freschezza, tentando di rivoluzionare il “cliché” (Treccani : espressione priva di originalità, spesso ripetuta, e perciò fastidiosa; frase fatta, stereotipata, abusata; concetto o giudizio ormai cristallizzato; comportamento, atteggiamento banale, scontato: esprimersi attraverso clichés tradizionali; ripetere continuamente le solite cose, secondo un cliché ormai sorpassato…) collaudato che prevede, apparentemente grandi confronti e coinvolgimenti, nella sostanza, intese e spartizioni concordate in privato e vestite di novità. La bravura sta nel riuscire a spacciarle per l’unica soluzione possibile nell’interesse di tutti, la soluzione migliore. Il nostro giornale non è “apolitico” ma tratta gli argomenti e le vicende politiche dei nostri Comuni come “notizia”. Oggi, però, vogliamo parlare di quanti, apparentemente “folli”, si ostinano a “sbattere” contro questo “sistema collaudato” che, senza grossi sforzi, riesce, ogni volta, a rispedire al mittente ogni accenno di novità concedendo, al massimo, di inglobare questi nuovi entusiasmi. Il protagonista, quasi sempre, è un uomo che si mette “in viaggio” per difendere i deboli e riparare i torti. In questo caso la necessità di dedicare le imprese, non si indirizza verso la dama più bella del reame ma verso un paese che, nei suoi progetti e nei suoi sogni, si trasforma da semplice paesello nel posto più bello, il più accogliente, il più più più…Purtroppo il nostro valoroso cavaliere dovrà accorgersi che da salvare non c’è, quasi, più nessuno, perché nessuno vuole essere salvato, che i tempi sono cambiati e a nulla serve la sua ostinazione nel continuare a combattere i mulini a vento scambiandoli per giganti, i burattini per demoni, ritenendo un esercito pronto a seguirlo nella rivolta solo un greggio di pecore che, forse, in cuor loro e nei loro sogni si convincono di essere quel branco di lupi che non saranno mai. Continuerà, il nostro eroe, a combattere questi avversari immaginari e non potrà che essere sconfitto suscitando l’ilarità della gente, quella stessa che voleva “salvare”. Ad aiutarlo sarà il suo “scudiero”, la controparte razionale del visionario, moderno, Don Chisciotte. “Giace qui l’hidalgo forte, che i più forti superò, e che pure nella morte la sua vita trionfò. Fu del mondo, ad ogni tratto, lo spavento e la paura; fu per lui la gran ventura morir savio e viver matto”

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