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Gatta agli stati generali. “ la ripresa deve passare degli Enti locali”

Anche l’ente di Palazzo Dogana a Roma per gli stati generali. Il Presidente della Provincia di Foggia, Nicola Gatta, con la delegazione dell’UPI, composta dal Presidente dell’UPI Michele de Pascale, da Silvia Chiassai Martini, Vicepresidente UPI e Presidente della Provincia di Arezzo e da Vittorio Poma, Presidente della Provincia di Pavia, ha partecipato, insieme ad Anci e Conferenza delle Regioni, a Villa Pamphilj a Roma, alla seconda giornata degli Stati Generali dell’Economia convocati dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte per tracciare il programma della ripresa, dopo la terribile epidemia sanitaria.

Il Presidente Gatta guarda con fiducia alla consapevolezza, da parte del Governo, che la ripresa deve passare necessariamente dal coinvolgimento degli Enti locali, con il contributo di tutti bisogna cercare di trasformare un momento di crisi, come quello che stiamo attraversando, in un’ occasione per ripensare profondamente al modello di sviluppo del Paese.

Sottolinea, Nicola Gatta, che questa è un’opportunità straordinaria per mettere in sicurezza il Paese e per garantire, al contempo, una spinta immediata alla ripresa economica, dando ossigeno alle piccole e medie imprese. Bisogna utilizzare le risorse disponibili per realizzare investimenti, per rendere sicure strade e ponti, per mettere al centro l’edilizia scolastica, un patrimonio che non assicura, adeguatamente, agli studenti il diritto allo studio. E’ impensabile progettare un rilancio che non veda protagonisti i territori, cioè, gli Enti locali, sicuramente più vicini alle esigenze della gente. Si tratta di ricostruire l’economia, lasciando spazio, finalmente, ad un programma di ampio respiro che sposi sviluppo sostenibile, ecologia e nuove tecnologie, per trasformare le strade provinciali e le scuole superiori in poli di eccellenza.

Nel suo intervento, il Presidente della Provincia di Foggia, ha parlato del Contratto Istituzionale di Sviluppo, di continuare ad investire ulteriori risorse nei territori, partendo da quelli più fragili, e di riprendere la stagione della programmazione negoziata, con un nuovo piano di industrializzazione, per dare concrete risposte occupazionali.

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