Dai ComuniMonti Dauni

Accadia, lotta dura contro il forno crematorio

Un alettera a Procura, Carabinieri, vescovo, prefetto, presidente della Regione Puglia e consiglieri e settecento firme per scongiurare ad Accadia la nascita di un forno crematorio. Ad avviare l’iniziativa è il comitato “No al forno crematorio”, che si oppone alla decisione del sindaco, Pasquale Murgante, sindaco di Accadia, di realizzare nel piccolo paese dei Monti Dauni un forno crematorio. La polemica nasce principalmente per la scelta di istituire il forno nel centro abitato.

LA DECISIONE. “Dinanzi alla sfrontatezza di pochi amministratori ostinati a proseguire l’iter amministrativo avviato – scrivono nella lettera -, i cittadini dichiarano la loro impotenza e lamentano la loro preoccupazione per l’impatto ambientale che l’impianto creerebbe con la produzione, a ridosso delle abitazioni e dei frequentati luoghi cittadini come bar, supermercati, ambulatori pubblici e privati, uffici e studi professionali, aree mercatali, di inquinanti quali polvere, monossido di carbonio, ossidi di azoto e zolfo, composti organici volatili, composti inorganici del cloro e del fluoro e metalli pesanti oltre a possibili emissioni di mercurio, zinco, diossine-furani e IPA, alcuni dei quali ritenuti pericolosi ai sensi della Direttiva 2008/98/CE”. 

GLI AFFARI. Poi, rivolgendosi in particolare al Procuratore della Repubblica, Ludovico Vaccaro, evidenziano come “l’assenza di regole e garanzie chiare, abbia determinato una corsa all’installazione di nuovi crematori, spesso in piccoli comuni, invece che nei comuni più popolosi dove sarebbe più facile incontrare l’opposizione di un’opinione pubblica più avvertita, per la volontà, soprattutto di promotori di finanza di progetto, di occupare il più rapidamente possibile territori privi di pianificazione regionale. Promotori che, con atti già predisposti, inducono gli amministratori a deliberare attraverso la Giunta Municipale quando leggi vigenti attribuiscono al Consiglio comunale la competenza a deliberare in materia cimiteriale. La spinta di queste società che intendono incentivare la loro attività di guadagno sui servizi connessi con la morte è tanto forte da generare sospetti e preoccupazioni nelle popolazioni. Del resto i fatti di cronaca, in relazione ai forni crematori, registrano non pochi episodi di irregolarità amministrativa e ambientale oltre ad altre criticità”.

IL MESSAGGIO AL SINDACO. Nella missiva inviata al primo cittadino, invece, sottolineano come “non possiamo credere che il sindaco Murgante, giunto ormai al termine del suo mandato e anche a pochi mesi dalla pensione da medico, voglia essere ricordato come colui che, senza condivisione e senza plausibili spiegazioni, abbia voluto realizzare nel centro urbano un impianto che contrasta vistosamente con l’aspeirazione di Accadia, predidcata dallo stesso sindaco, a città del turismo e della cultura”.

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