Editoriali

Caro Presidente

“Nel mezzo delle difficoltà nascono opportunità” parole di Albert Einstein, non mie. Di mio ci metto solo che qualunque siano gli impedimenti, le barriere, i muri, gli ostacoli che possano presentarsi o si possano alzare all’uomo, anche se per la sua sicurezza, la mente, le idee, il pensiero, l’intelligenza, la bellezza, le speranze, i sogni non si fermano. Menomale che ci sono i paesi, specie in momenti come questi, vere roccaforte di umanità, di solidarietà, di vicinanza, di affetto. Ed è ad essi che bisogna rivolgere sforzi significativi, economici e di intelligenza, perché sopravvivano, resistano a questo ulteriore spopolamento causato da questa terribile pandemia. I paesi che fino a non moltissimo tempo fa erano la culla, in tutti i sensi, della nazione, sempre pronti, sia pure a malincuore, a rifornire le città e le industrie, di forza giovane e capace, adesso sono diventati custodi di esperienza, di vita vissuta, di serenità ritrovata, di quotidiana semplicità. In questo momento stiamo avendo, tutti, lezioni di vario genere dagli accadimenti e, tutti, immaginiamo cosa succederà, come e se saremo cambiati quando tutto sarà finito. Una convinzione, però, accomuna tutti, è che se ne esce più facilmente solo se si è uniti, se si trovano soluzioni che scaturiscano dall’ impegno comune. Tutti hanno sempre pensato una cosa di questo genere ma mai come ora si sta avendo la conferma che qualunque egoismo, personalismo, campanilismo, non porta da nessuna parte e, se qualche risultato positivo lo ottengono sarà, certamente, un risultato temporaneo e circoscritto entro i propri limitati confini. Proviamo a calare questo concetto nella realtà dei paesi dei Monti Dauni. “Candela, il paese del Natale” è diventato un punto di forza dell’offerta turistica locale, sicuramente la più importante del territorio. Non voglio, con questo, sminuire altre iniziative ed eventi, noti e meno noti, organizzati da altri paesi, ma quello di maggiore impatto, che richiama gente anche da altre province e regioni è indubbiamente “Candela il paese del Natale” che dura più di un mese e richiama decine di migliaia di turisti. L’iniziativa ha avuto il merito di affrontare e vincere una sfida impegnativa, non più solo gastronomia, gustata e apprezzata da pochi, ma anche un “assaggio” di storia, cultura, arte, tradizione, accoglienza, manifestate molto bene dai vari protagonisti e apprezzate dai tantissimi visitatori. I numeri, che non sono mai secondari, parlano di circa 30mila visitatori, un movimento turistico di tutto rispetto che ha comportato, in più giornate, il sold out delle strutture ricettive e di un volume d’affari decisamente sopra la media per quelle di ristorazione e vendita di prodotti tipici locali, tutto questo ha fatto crescere, in maniera significativa, la richiesta di spazi espositivi, da parte di professionisti che animano l’annesso “mercatino di Natale, che, contemporaneamente, prende vita nelle vie del paese. Finita la festa e spente le “luci della ribalta” tutto torna come prima, con soddisfazione di pochi, per fortuna, in attesa del prossimo Natale si torna rapidamente alla realtà di tutti i giorni. E’ proprio su questo aspetto che bisogna soffermarsi. Un evento di questo genere, dovrebbe e potrebbe avere un impatto importante per tutto il territorio e non solo per Candela, come succede in questo momento, il suo traino dovrebbe generare tante altre iniziative, per tutto l’anno, che diano respiro a tutti i comuni del Subappennino Dauno Meridionale. Quanto ne hanno bisogno, e ancor di più ne avranno dopo questo periodo buio! Quello che serve è più collaborazione per riuscire a tracciare una strada ed un progetto comune per dare vita ad una nuova stagione di crescita e di sviluppo di tutto il territorio. Sono questi i momenti in cui bisogna individuare e coinvolgere altre competenze, altre professionalità. Da lungo tempo si parla di “cabina di regia” e di coordinamento delle varie iniziative, per arrivare ad un calendario di eventi unico che eviti accavallamenti e duplicazioni. Mai come in questo momento i presupposti sono favorevoli per dargli seguito concreto. E’ intuibile che rimarrà ben poco da spendere dopo questo momento di impegno massimo, anche in termini economici, per aiutare chi ne ha bisogno ma è necessario comunque provare a mettere intorno ad un tavolo tutti i possibili protagonisti per definire una strategia comune. E’ il momento di dotarsi di un “brand”, di un’immagine, di un marchio unico per promuovere in ogni circostanza, in Italia e all’estero, le eccellenze dei vari comuni dei Monti Dauni. I tempi economici, sociali e di comunicazione chiedono questo, non è più pensabile l’azione individuale, ognuno per conto proprio, qualunque risultato essa possa raggiungere sarebbe, comunque, limitato nel tempo e nello spazio. L’enogastronomia del territorio, le bellezze paesaggistiche di tutti i paesi, l’arte e la cultura delle quali sono ricchi, possono e devono essere un richiamo prima ed un collante poi per chiunque arrivi in uno qualsiasi dei nostri paesi. L’offerta turistica va organizzata, naturalmente richiede qualche investimento, partendo dalle strutture ricettive, dalla viabilità e proseguendo con la formazione, la promozione, la comunicazione, il marketing, creando, così, la professionalità necessaria per il raggiungimento degli obiettivi fissati. Da anni si parla di turismo naturalistico, culturale, enogastronomico, di radice o di ritorno, alla scoperta dei paesaggi, della tranquillità, del silenzio, tutto questo non manca nei nostri paesi che, quindi, avrebbero tutte le carte in regola per muoversi, con ottime probabilità di successo, in questo tipo di turismo “di nicchia”. In questo momento, eccetto il successo di “Candela il paese del Natale”, i numeri, sempre importanti, collocano tutto il territorio in posizione marginale. Il turismo che tocca la Provincia di Foggia, si indirizza prevalentemente verso il mare (il Gargano) o verso destinazioni religiose (San Giovanni Rotondo e il Santuario di San Pio, Monte Sant’Angelo e il Santuario di San Michele), le uniche presenze sono quelle dei nativi, sempre meno, che ritornano, prevalentemente nel mese di agosto, per trascorrere qualche giorno con i parenti. Si è ancora in tempo per fare in modo che il turismo non resti un mero esercizio verbale, iniziative occasionali, partecipazione a fiere ed eventi con scarsi risultati, ma perché diventi qualcosa di concreto, è importante fare squadra e programmare progetti fattibili e compatibili con il territorio. Ognuno muovendo dalla propria storia, dal proprio bagaglio di esperienze, di conoscenze e soprattutto dall’idea comune di un Subappennino Dauno Meridionale più importante, più conosciuto, più visitato. Un gioco di squadra nel quale far convergere anche i più scettici e così dare vita ad un territorio che abbia un’unica identità, un’anima, un unico “brand”. E’ un momento importante e non potevano, i Monti Dauni, avere persona migliore a cui riferirsi in questo momento. La sua conoscenza del territorio, quella dei colleghi sindaci, con i quali ha già condiviso momenti di politica territoriale, fanno sì che lei sia la persona più giusta per riunirli, illustrargli l’idea e insieme individuare le professionalità, al di fuori della politica, per concretizzare questo ambizioso ma fattibilissimo progetto.

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