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Rocchetta, ritrovata un’antica croce scomparsa dopo il sisma dell’80

Importante ritrovamento a Rocchetta Sant’Antonio fatto da un cittadino devoto alla Madonna del Pozzo. Negli scorsi giorni Massimiliano Accetturo, ha rinvenuto una pietra lavorata riportante una croce posta su tre colli. Il reperto apparteneva all’antica chiesa della Madonna del Pozzo ed era scomparso dopo il terremoto del 1980 durante i lavori di abbattimento della cappella rurale per far posto all’attuale chiesa in stile moderno. Il bassorilievo in pietra bianca era posto sul portale di ingresso della basilica della Madonna del Pozzo e ora, grazie al lavoro di Massimiliano Accetturo, tornerà nell’area del santuario ad impreziosire il pozzo dei miracoli dove sgorgó l’acqua al contadino Mastrostefano nel 1709, avviando una lunga sequela di prodigi.

La croce però potrebbe non appartenere direttamente alla chiesa della Madonna del Pozzo ma ad un tempio ancor più antico. Difatti quell’effige composta dal una croce posta su tre colline è il simbolo dei Benedettini della congregazione cassinese con sede a Cava dei Tirreni, presenti a Rocchetta Sant’Antonio nel convento di Santa Maria in Giuncarico, l’attuale chiesa dell’Annunziata e nel convento di Santo Stefano in Giuncarico dalle cui rovine furono portati in paese diversi elementi dell’antica struttura conventuale come la croce in pietra di Via Trieste e probabilmente anche questi elementi che andarono ad abbellire nel diciannovesimo secolo la chiesa della Madonna del Pozzo.

La croce è quindi l’emblema dei Benedettini che da Cava costruirono un prestigioso avamposto in terra di Rocchetta Sant’Antonio. L’immagine ha un forte richiamo simbolico. I tre monti, comuni a molte altre congregazioni benedettine e non solo, rappresenterebbero, secondo l’interpretazione più diffusa, il Calvario ma, esistono in proposito anche altre interpretazioni. Secondo una di queste il monte centrale configurerebbe la posizione di Montecassino, situato tra due alture, su cui è posta la croce patriarcale di S.Benedetto. Per altri, i tre voti monastici di povertà, obbedienza e castità sarebbero molto opportunamente rappresentati dalle tre montagne, faticose a scalarsi, per raggiungere Gesù crocefisso, “in cui è riposta la nostra perfezione, mediante la crocifissione e la morte del nostro io…”.

Un elemento, quest’ultimo dell’attribuzione ai Benedettini, che valorizza ancor di più il rinvenimento del reperto storico. Il 13 giugno prossimo con una Santa Messa saranno consegnati anche dei lavori di completamento al pozzo miracoloso, effettuati volontariamente dalla ditta La Salvia Luigi e tra questi ritornerà al suo posto anche l’antica croce che un tempo accoglieva i Pellegrini segnando l’ingresso alla “casa” della Madonna del Pozzo.

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