ChiesaLe Emergenze

Feste patronali i vescovi pugliesi mettono le mani avanti “No a concerti e processioni”

No a concerti, feste patronali e processioni in Puglia. Ad annunciare lo stop è la Conferenza Episcopale Pugliese, che pone un freno a coloro che hanno intenzione di tornare a celebrare le Feste patronali come eravamo abituati a fare prima della pandemia. Una decisione questa che ha lasciato l’amaro in bocca a molti. In una lettera indirizzata ai fedeli pugliesi, infatti, i vescovi del territorio prendono una posizione abbastanza netta, seguendo le ragioni della prudenza: è ancora presto per le feste patronali e bisognerà “accontentarsi” solo della festa religiosa, senza il solito intrattenimento che accompagna le feste patronali. “Non sarà possibile – dicono – nel rispetto di quel distanziamento che permette di evitare ogni forma di contagio, organizzare processioni, trasferimento pubblico di immagini sacre, fiaccolate o momenti di preghiera che favoriscano assembramento”. Saranno, dunque, solo le celebrazioni liturgiche a mantenere vive le tradizioni, accompagnate dalle riprese video che permetteranno di coinvolgere più fedeli, soprattutto chi, come malati e i più anziani, sono a rischio maggiore. Niente “feste civili” quest’anno e viene da farsi alcune domande.

Non a tutti è andato giù questo scatto in avanti che è sembrato arrivare, forse, troppo in anticipo. Sono tantissime le persone che lavorano all’organizzazione delle feste patronali, dei veri e propri appuntamenti imperdibili per i cittadini e per chi decide di fare tappa nei borghi della Puglia addobbati a festa. La limitazione alla sola “festa religiosa” nelle intenzioni della CEP lascia indietro i tanti comitati festa dei vari Comuni, oltre alle tantissime persone che nelle Feste Patronali vedono un’importante occasione di lavoro.

Non sembrerebbe destinata ad attenuarsi questa decisione nemmeno se l’andamento dei contagi in Puglia dovesse migliorare ulteriormente. “Anche se l’epidemia fosse sotto controllo nelle prossime settimane – scrive la CEP – sarà bene limitarsi alla sola ‘festa religiosa’ per evidenti motivi di opportunità, considerando il contesto di dolore e sofferenza che stanno vivendo tante famiglie nel nostro Paese”.

“Sarà questa l’occasione offerta alle nostre comunità cristiane – concludono – per riscoprire ciò che è essenziale nelle nostre feste e per esprimere concretamente la vicinanza solidale verso tanti fratelli e sorelle che sono nel bisogno”.

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button