Editoriali

100 candeline per il Foggia Calcio. L’editoriale di Antonio Di Donna

di__ Antonio DI DONNA

Cento anni in cui si è cementato, di decennio in decennio, un senso di appartenenza raro a certe latitudini. Il calcio è stato a tratti il volano della crescita della città, di sicuro un biglietto da visita finissimo. In giro, ancora oggi, Foggia viene associata alla grandeur zemaniana e prima ancora al genio di Maestrelli e di Pugliese. Ma il vero miracolo, semmai, è il fatto che sulle montagne russe delle sorti calcistiche della squadra, il Foggia sia riuscito, anche nei bassi più bassi, a preservare quel fascino e quell’appeal che ne fa, calcisticamente, uno dei bacini d’utenza più importanti di tutto il meridione. 

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Se ancora oggi, seimila persone, non “paghe” delle recenti e scottanti delusioni, continuano a frequentare costantemente lo Zaccheria in serie D, questa diventa la certificazione ulteriore di un legame indissolubile. La sfida per il futuro, semmai, è proprio questa. Tenere ancorate le nuove generazioni a questa tradizione, senza lasciarle “distrarre” da un calcio patinato e televisivo troppo lontano da Foggia. 

Il racconto di questi cento anni appena consegnati alla storia devono servire proprio a questo. A tramandare la tradizione, a trasferire orgoglio e senso d’appartenenza. In attesa che sul campo, tornino tempi migliori.

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