Musica

Ciao Ezio Bosso, la sua musica raccontó i Monti Dauni

Ezio Bosso non c’è più. Il grande pianista è morto oggi all’età di 48 anni e noi lo vogliamo ricordare non solo per quanto ha fatto per la musica italiana ma in modo particolare per il suo capolavoro realizzato nel 2003 con le colonne sonore di Io non ho paura, il film diretto da Gabriele Salvatores e tratto dal romanzo omonimo di Niccolò Ammaniti, che ne ha anche scritto la sceneggiatura insieme a Francesca Marciano, vincendo due David di Donatello oltre ad esser scelto come film per rappresentare l’Italia agli Oscar. Un film girato tra le campagne di Candela e Rocchetta Sant’Antonio in quel mare di grano ondeggiante al vento straordinariamente impreziosito dalle musiche di Bosso per le quali ottenne anche una nomination ai David di Donatello e al Nastro D’Argento e il premio Flaiano. Un capolavoro della musica che parla con le note di quei luoghi dell’Italia del sud sconosciuti tra gli ameni colli di Candela e la valle dell’Ofanto che porta a Rocchetta Sant’Antonio. In un’intervista rilasciata ad un giornale locale qualche anno dopo l’uscita del film Bosso racconto che anche lui per cercare ispirazione nella realizzazione delle colonne sonore di Io Non Ho Paura, si recò di nascosto sui luoghi descritti da Ammaniti prima e Salvadores dopo. Furono le colline nella zona di Preta Longa a suggestionare e ispirare il pianista. Il suo talento trasformó quella visione in note musicali.

La colonna sonora di Io non ho paura raccoglie le composizioni originali di Ezio Bosso create per il film raccolte in una tracklist apparentemente lunga, ma dalla breve durata dei singoli pezzi. Dopo l’apertura di tracklist affidata a Filastrocca, con la voce del giovane attore protagonista, inizia l’ascolto del lavoro di Bosso: Danza 1 – rumba verso il buco è forse il tema che si associa maggiormente al film per cui è stato composto, con il suo ritmo concitato, ben diverso dal crescendo di archi di Penitenza o dal breve ma intenso Fine dei giochi. Bosso utilizza moltissimo i violini per costruire le sue partiture seguendo il filo della narrazione, come accade in Danza 2 – Dei pensieri in cui la struttura non segue un ritmo preciso, ma si lascia andare in momenti musicali ricorrenti. Non mancano anche i brani più cupi e angosciosi come La curiosità, con una seconda parte concitata e ritmata, i toni bassi di C’erano due fratelli, Danza 4 – Della paura con ritmi velocissimi a scandire la musica o Danza 5 – Del buco. Velocissimo anche il requiem gitano di Danza 6, in netto contrasto con Duettino, Danza 9 – Io non ho paura, in cui ritornano alcune parti della partitura già utilizzata all’interno delle composizioni precedenti, Danza 10 – per volare con la sua leggerezza o i toni malinconici di Michele tu devi andare via. Il tema principale composto da Bosso per il film ritorna anche in Gli elicotteri, anche se con un arrangiamento che si discosta lievemente per tipologia di ritmo ed esecuzione. Di grande impatto emotivo le ultime due “danze”: Danza 13 – Della solitudine e Danza 14 – Preoccupata. La chiusura del cd è affidata alla musica di Antonio Vivaldi con Andante dal Concerto in Sib Magg., ma la bravura di Ezio Bosso sta nel creare un’atmosfera, una dimensione parallela a quella visiva in cui le emozioni prendono forma in musica; la sua collaborazione con Salvatores ha contribuito a far conoscere con merito il suo talento a livello internazionale.

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