Editoriali

Pensieri insoliti

L’isolamento porta con sé pensieri insoliti. Il tempo che passa lentamente mentre si svolge il giorno e la notte, quando è passato pare sia volato, ci regala delle prospettive diverse, originali, ci porta al desiderio di ciò che abitualmente non facciamo o desideriamo. La scoperta di alcuni momenti della giornata, della sua luce, del suo calore o del suo freddo, diventano quasi una novità pur avendoli vissuti per tanto tempo. A me sta capitando di usare molto la tecnologia in questi giorni e la cosa non mi dispiace affatto, mi sento un pò più attuale. Comunico con facebook , interagisco con instagram, qualche messaggio con whatsapp già lo inviavo, ma, usandola, più volte mi sono posto una domanda : sono io che uso la tecnologia o la tecnologia usa me visto che sento quasi la necessità di usarla almeno una volta al giorno, una sorta di dipendenza, di astinenza?!?! A proposito di tecnologia, vorrei fare una considerazione. Sul giornale “Lo Struscio”, edito a Rocchetta Sant’Antonio ma letto e apprezzato da tantissima gente che abita i Comuni dei Monti Dauni, è stato pubblicato un articolo “I complimenti non sono mai troppi”, in data 23 marzo, nel quale, in maniera molto chiara, si rivolgevano ringraziamenti e quindi apprezzamenti per il lavoro che stavano svolgendo diverse figure istituzionali, gruppi, prevalentemente, facenti capo alla Protezione Civile e Associazioni. Le visualizzazioni sono state tantissime ma consensi (dire ringraziamenti o semplici condivisioni sarebbe troppo) nessuno! La cosa non dispiace di per sé ma invita a riflettere, avendone ulteriore conferma, su un aspetto importante di questi mezzi di comunicazione tecnologica. E’ molto facile che su una notizia si “passi” ma non si legga e quindi si verifichi quanto è successo e che ha sollecitato questo intervento. Qualcuno, che evidentemente non aveva letto l’articolo, ha lamentato una scarsa attenzione e interessamento da parte del giornale “Lo Struscio” su azioni, assolutamente degne di ogni elogio, messe in atto, in questi giorni particolarmente difficili per tutti, da parte di figure istituzionali, gruppi di Protezione Civile e sociali. Un giornale, qualunque esso sia e qualunque sia la sua importanza, quando si occupa di un argomento e ritiene di averlo fatto bene, in maniera esaustiva, non torna a parlare dello stesso argomento se non accadono fatti rilevanti, di interesse comune, se la notizia resta la stessa già scritta. Se cambia solo l’oggetto dell’attività e non la sostanza dell’azione, semplicemente non se ne parla, o si dà notizia, come è successo, dell’oggetto dando per scontata la bontà dell’azione, altrimenti si diventa un “megafono” di quel gruppo editoriale, pagato da quel gruppo economico, del quale bisogna seguire le indicazioni, fare e dire quello che vogliono. Questo è ciò che tutti noi lamentiamo quotidianamente a proposito della carta stampata, non solo, ed è uno, se non il principale, dei motivi per cui i giornali sono in crisi. E’ chiaro che se a dare una notizia è un giornale, ritenuto, a torto o ragione, più importante, ci si sente gratificati non tanto dalla notizia ma dal fatto che ne abbia parlato quel giornale e quell’articolo basta e avanza per soddisfare le aspettative su un certo argomento. A quel giornale non si chiederà mai di tornare sull’argomento, perché non ne avesse mai parlato fino ad allora o perché non continui a farlo. La realtà dei paesi dei Monti Dauni, ha bisogno di sostegno, di critiche propositive, di suggerimenti migliorativi riguardo iniziative e attività di ogni genere che mirino alla valorizzazione, talvolta alla sopravvivenza, dei nostri “Piccoli Borghi con una Grande Storia da raccontare”.

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