Scuola e Università

Studenti di Capitanata scrivono ai sindaci

La fase due della pandemia da covid-19 si è aperta, ma gli interrogativi su scuola e università sono ancora molti. Link e Unione degli Studenti Foggia, sulla base dei risultati del questionario “Questa crisi non la paghiamo noi” hanno inoltrato all’Ufficio Scolastico Provinciale, all’Università degli Studi di Foggia, alla Provincia di Foggia e a tutti i Comuni della Provincia una serie di richieste.

“Il momento è duro per tutti, ma non bisogna mai perdere di vista gli obiettivi di massima che la Costituzione ci impone: tra questi, accanto al diritto alla salute, c’è il diritto allo studio, e nulla lascia intendere che si debba scegliere fra l’uno e l’altro. Il rischio che stiamo correndo, invece, è di dimenticare il diritto allo studio dei più, e soprattutto delle fasce più deboli della popolazione” dichiarano Michele Cera di Link Foggia e Jacopo lo Russo dell’Unione degli Studenti Foggia

“Occorre, con urgenza, che le istituzioni del territorio si assumano una serie di responsabilità per il futuro: a lungo abbiamo chiamato in causa il Governo, il Parlamento e la Regione, con risultati ancora non del tutto chiari, ed ora è necessario intensificare il dialogo con le istituzioni politiche e con le amministrazioni del territorio per arrivare ad una serie di decisioni che siano nettamente dalla parte degli studenti e delle studentesse.
Il comodato d’uso gratuito dei testi, anche in formato digitale, così come dei supporti per la didattica e per gli esami a distanza è una di queste: non possiamo aspettare che il diritto allo studio diventi una priorità, serve che lo sia da subito a partire dalle amministrazioni più vicine al cittadino!” continuano gli studuenti.

“Il trasporto pubblico locale è una competenza diffusa, e servono fondi per implementare misure di equità come la sospensione degli abbonamenti: una decisione del genere andrebbe a migliorare consistentemente la condizione di migliaia di famiglie in provincia di Foggia, dove una gran parte degli studenti medi ed universitari è pendolare. Per fare ciò è necessario che i sindaci, i presidenti delle Provincie e delle Giunte Regionali prendano una posizione coraggiosa nei confronti del Governo, e dove possibile indirizzino per questa via anche le aziende del trasporto urbano.” proseguono.

“Di poca importanza agli occhi dei più, e quasi dimenticati, sono i temi dell’assistenza psicologica e della rete dei centri antiviolenza: i primi sono esperienze ancora troppo isolate e che vanno decisamente estese alla maggioranza della popolazione, gravemente afflitta dalla crisi e dal distanziamento fisico e sociale; i secondi sono in una posizione precaria da molto tempo, come è precaria la condizione di migliaia di donne che sono ad oggi costrette alla convivenza con i loro aguzzini. Tutti devono essere parte di un lavoro nella direzione di ampliare questi servizi, che sono da considerarsi essenziali a tutti gli effetti, per usare una locuzione ormai d’uso comune.” aggiungono Cera e lo Russo.

“Tutte queste cose sono da mettere in campo al più presto, senza tentennamenti e giustificazioni: bisogna fare qualcosa per non lasciare indietro la maggioranza delle persone, che è stata colpita con forza da questa crisi e che sta rischiando più di tutti la propria salute e anche le proprie condizioni di vita. Non si deve uscire da questa emergenza sulla nostra pelle!” concludono. 

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