EconomiaLavoro & Sindacale

Commercianti in fase2 con limitazioni, cresce il malcontento

Un incontro con l’amministrazione comunale di Foggia per discutere l’ordinanza sindacale sulle aperture dei pubblici esercizi nella fase 2 dell’emergenza coronavirus. E’ quanto ha chiesto Confesercenti Foggia a Franco Landella, sindaco del capoluogo.  L’ordinanza revoca la limitazione oraria di chiusura alle ore 19, compreso il sabato non festivo; la chiusura, per l’intera giornata, la domenica e nelle giornate festive infrasettimanali. Dispone altresì la chiusura al pubblico di tutte le attività commerciali autorizzate dal D.P.C.M. entro e non oltre le ore 20.30; la chiusura al pubblico dei pubblici esercizi che effettuano produzione e somministrazione di alimenti e bevande per asporto entro e non oltre le ore 23. Nell’ordinanza, inoltre, si stabilisce che la vendita per asporto è consentita previa ordinazione per appuntamento telefonico oppure online, e il ritiro dei prodotti avviene con appuntamenti dilazionati nel tempo.

Nella richiesta, il presidente provinciale di Confesercenti, Alfonso Ferrara, segnala al primo cittadino di Foggia di aver ricevuto da numerosi commercianti ed esercenti attività di somministrazione di alimenti e bevande lamentele circa l’incresciosa situazione determinata dalla ordinanza che sta generando irritazione difficile da contenere. Ferrara lamenta una scarsa attenzione dell’Ente Locale nei confronti dei commercianti ritenuti, a suo avviso, dalle istituzioni locali, tra le priorità, marginali. «È assurdo – commenta Ferrara – modificare il regime degli orari e delle aperture domenicali e nei giorni festivi del settore del commercio senza consultare le categorie interessate e soprattutto nel momento in cui i consumatori si sono adeguati modificando le loro abitudini d’acquisto».  «Gli acquisti dei consumatori sono distribuiti equamente nel corso di tutto il periodo di apertura degli esercizi e non più concentrati esclusivamente in alcune fasce orarie che con i vecchi orari di apertura degli esercizi  creavano problemi di affollamento e lunghe code alle casse».

«Confesercenti – ribatte Ferrara – ritiene assurdo che il sindaco imponga che la vendita per asporto sia consentita solo previo appuntamento telefonico oppure on line e il ritiro dei prodotti ordinati avvenga tramite appuntamenti dilazionati nel tempo. Al sindaco sfugge, solo per metafora, che, con tale modalità, il gelato si scioglie». «Numerosi commercianti della città ci hanno riferito che in attesa della rettifica dell’ordinanza continueranno a chiudere le loro attività alle ore 19.30 anche di domenica e nei giorni festivi. Restiamo in attesa della convocazione dell’incontro che è stato chiesto con spirito costruttivo al fine di tentare di arginare il malcontento crescente e cercare di dare un segnale di fiducia affinché vengano posti in essere dall’Amministrazione Comunale interventi a favore della imprenditoria locale».

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