Lavoro & Sindacale

FCA Melfi riparte ma con prudenza e innovazione

Sarà lunedì 4 maggio la vera ripartenza della FCA di Melfi. Dopo la tiepida ripresa dal 27 aprile ora entra a regime il piano per l’adeguamento delle postazioni e delle mansioni nel rispetto del distanziamento sociale imposto nel decreto anti covid19. Il gruppo Fiat Chrysler avvierà le attività necessarie per la ripresa produttiva dello stabilimento di Melfi in modo da evitare qualsiasi problematica o contagio. Ma oltre al distanziamento tra le novità c’è anche una linea produttiva nuova che va verso il futuro dell’automotive. Secondo quanto comunicato dalle organizzazioni sindacali, il costruttore italo-americano ha inoltrato una comunicazione al prefetto per informare che presso l’impianto lucano partiranno le operazioni propedeutiche alla produzione delle nuove versioni ibride delle Jeep Compass e Renegade.  

A Melfi, dove comunque non si sono mai fermate le attività di ricerca e sviluppo legate in particolari ai collaudi e al cosiddetto pilotino, rientreranno al lavoro 750 dipendenti al giorno: dal 27 al 30 aprile, gli addetti sono stati impegnati a “svuotare” la catena di produzione, ferma da diverse settimane in seguito alle misure di lockdown varate dal governo per contenere il contagio del coronavirus. Attualmente, la linea di assemblaggio è occupata da circa 600 vetture non ibride e, prima di poter avviare le nuove produzioni, sarà necessario completare l’esistente. Una volta liberata la linea, partirà il montaggio dei modelli di pre-serie necessari per i test e le prove di collaudo, in vista dell’avvio vero e proprio della produzione delle vetture destinate alla commercializzazione. Il crono-programma per la ripresa produttiva delle fabbriche italiane della Fiat Chrysler prevede che lunedì ripartano le attività produttive ad Atessa, in Abruzzo, e in alcuni reparti di componentistica a Melfi, Pomigliano, Termoli e Mirafiori, dove si faranno anche le preserie prototipali della 500 elettrica nell’ambito delle attività di ricerca e sviluppo già autorizzate. La rete produttiva sarà riattivata nella sua interezza, seppur a ranghi ridotti e nel rispetto di stringenti protocolli di sicurezza, a partire dal 4 maggio, data indicata dal governo per il parziale riavvio delle attività lavorative secondo le direttive della cosiddetta Fase 2.

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