Monti Dauni

Per Emiliano i polpi si… e gli asparagi?

La nuova ordinanza per la fase 2 emanata due giorni fa dalla Regione Puglia tiene molto conto dell’ambito marittimo. Tra le aperture vi è la possibilità di andare a pesca o a sistemare l’imbarcazione. Ma tale liberalizzazione vale anche per attività hobbystiche da montagna? A chiederselo sono soprattutto i sindaci dei Monti Dauni sormontati dalle mille richieste dei cittadini. “Una delle domande che mi è stata posta più volte in questi ultimi giorni – conferma il sindaco di Biccari, Gianfilippo Mignogna, è se come per la pesca amatoriale l’ordinanza possa aprire anche a pratiche come la raccolta degli asparagi nei boschi. Purtroppo sì questo non c’è ancora chiarezza anche se la ratio dovrebbe essere la stessa”. Probabilmente per il lupo di mare Emiliano la raccolta degli asparagi non è annoverata tra le pratiche del tempo libero. C’è una liberalizzazione rispetto alle zone interne ed è quella di poter andare al proprio orticello o fondo agricolo anche se per hobby e non come attività professionale ma la raccolta degli asparagi è cosa diversa, proprio perché, come per la pesca, è prevista l’attività in luoghi demaniali come boschi e macchia mediterranea. Negli scorsi giorni in più centri sono stati multati proprio chi andava per asparagi e quindi ad oggi senza uno specifico chiarimento le forze dell’ordine potrebbero comunque continuare a sanzionare. In una specifica Faq alla domanda “Abito in un luogo di montagna/collina oppure in un luogo di mare/lago/fiume, mi è consentito fare una passeggiata in montagna/collina o in riva al mare/lago/fiume?” Si dava una risposta molto generica che non convince i cittadini delle aree montane. Difatti la risposta è “Sì. È sempre possibile svolgere l’attività motoria in prossimità della propria abitazione principale, o comunque di quella in cui si dimora dal 22 marzo 2020, con la conseguenza che è ammesso, per coloro che abitano in luoghi montani, collinari, lacustri, fluviali o marini – e sempre che non si tratti di soggetto per il quale è fatto divieto assoluto di mobilità in quanto sottoposto alla misura della quarantena o risulti positivo al virus – effettuare tale attività in detti luoghi (ivi compreso fare il bagno al mare/fiume/lago) purché *individualmente* e comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona. Ciò in quanto i predetti non sono luoghi chiusi al pubblico, come invece lo sono, attualmente, i parchi e le aree verdi urbane, e altresì gli stabilimenti balneari, in cui permane il divieto di ingresso e circolazione. Resta fermo che deve trattarsi esclusivamente di attività effettuate senza che occorra allontanarsi dalla propria abitazione e senza che si renda quindi necessario l’utilizzo di mezzi di locomozione pubblici o privati, né significativi spostamenti. Sono fatti salvi, peraltro, diversi e più stringenti divieti imposti su base locale perché giustificati da specifiche situazioni territoriali. La sussistenza delle condizioni in questione (attività motoria svolta in prossimità alla propria abitazione) potrà essere giustificata con autocertificazione, se gli agenti che fanno i controlli la richiedono”. “Attendiamo un chiarimento in merito – spiega Mignogna – per poter dare risposte ai cittadini”.

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