Lavoro & Sindacale

Usb, sono gli operatori sanitari a rischiare di essere i veri ‘untori’

Quanto sia rischioso essere un operatore sanitario in questo momento o dicono i numeri di chi ha contratto il virus sul posto di lavoro. A fine marzo erano difatti il 9% dell’intero panorama dei contagiati da covid19. Anche in provincia di Foggia non si scherza soprattutto dopo il recente focolaio al Policlinico Riuniti nel capoluogo Dauno. A lanciare l’allarme è ancora una volta il mondo sindacale che attraverso l’Usb, rappresentato da Santo Mangia in Capitanata, chiede una maggiore “tracciabilità” dei lavoratori durante la fase due. “La provincia di Foggia sembra non abbia ancora intrapreso la curva discendente riguardo ai contagi da COVID-19 – spiega la nota dell’USB – e la questione ci lascia molto preoccupati come cittadini e come lavoratori del sistema sanitario e delle associazioni di volontariato che gestiscono le postazioni del 118 nella nostra Provincia”.

“Purtroppo rischiano di essere loro stessi portatori inconsapevoli del virus – prosegue Santo Mangia-. Per questo motivo ci riesce difficile capire alcune dinamiche che si perpetrano sia all’interno delle strutture pubbliche che in quelle private e delle associazioni, che gestiscono le postazioni 118. Non è accettabile, ad esempio, che dipendenti del SSR, dopo aver prestato il loro lavoro nella struttura di appartenenza contrattualmente prevista, svolgano ulteriore lavoro in alcune postazioni 118 gestite dalle associazioni a fronte di una misera integrazione salariale, ma con il grave rischio di essere portatori patologici non solo per la propria famiglia, ma per intere strutture sanitarie pubbliche e del 118. Non è accettabile che ci sia un ricorso massiccio all’impiego dei volontari (alcuni dei quali alla loro prima esperienza) che pagherebbero sulla propria pelle, nel caso di infezione, senza alcuna possibilità di riconoscimento dei danni che ne deriverebbero. Volontari utilizzati anche in quelle postazioni dove il numero dei contrattualizzati è in numero sufficiente a coprire tutti i turni di servizio. Questa assurda promiscuità renderebbe difficile, nel caso di contagio di un operatore, comprendere dove precisamente sia accaduto, causando inevitabilmente la chiusura di più postazioni o strutture”.

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