Editoriali

Andrà tutto bene!

L’unica cosa che si può fare con i morti è chiedere scusa! “Andrà tutto bene”, vai a dirlo a tutti quelli che non ci sono più e a quelli che ne piangono la scomparsa. Non si possono riportare in vita, salvo che nella città da bere, quella che non si ferma mai, quella più vicina all’Europa, quella del business is business, quella della moda, quella delle auto, quella dell’industria, quella del cinema, quella alta e quella bassa, non sappiano fare anche questo : risuscitare i morti. Si può sbagliare a dare il resto o a prendere una mazzetta, si può sbagliare a non pagare le tasse, si può sbagliare a zuccherare il caffè, si può sbagliare a dire ti amo ad una persona appena conosciuta ma non si può sbagliare ciò che compromette la vita. Perché non è giusto, non è normale, non rientra nelle possibilità di nessuno salvo che sia un incompetente, incapace, che chissà perché e come si trova ad avere un ruolo che purtroppo può causare anche danni definitivi. Una vita interrotta si porta appresso tante storie, non solo sue, di affetti, di esperienze, che non avranno più possibilità di essere riproposte anche se potrebbero essere importantissime per chi resta. Allora cominciate a chiedere scusa, voi che quando era il momento di capire non avete capito niente, voi che anche quando avete capito avete continuato a non capire niente non essendo in grado di svolgere con efficacia (che parola strana, incomprensibile per voi) il vostro compito e mandando persone allo sbaraglio aggiungendo dolore a dolore, morte a morte. Come e perché siete ancora lì in attesa di poter fare altri danni, non vi assale un senso di vergogna, non avete un pizzico di dignità, non sentite una voce che vi suggerisce di chiedere scusa e di mettervi a fare altro, possibilmente alle dipendenze di qualcuno che vi dica cosa fare. Potrà pure far piacere essere chiamati presidente, assessore, onorevole ma almeno quando siete soli, di fronte allo specchio, non potete più mentire, l’immagine che vedete riflessa è la vostra, quella di una “persona funzionale al sistema” così si definiscono quelli che non valgono niente ma che devono stare li e al prezzo di mercato, avete capito bene, esattamente come i pomodori, i cetrioli, l’insalata… ubbidire a chi tira le fila. Questi non hanno bisogno di persone intelligenti, di quelle ne hanno bisogno la povera gente, la gente perbene, quella ricca di dignità, per coltivare le proprie speranze, ma voi che ne sapete. A voi basta sapere chi chiamare se volete un’altra macchina, un’altra barca, un’altra casa al mare o in montagna e poi che importa se per questo qualcuno muore. Mica è colpa vostra, non sarà mai colpa vostra fino a che sarete solo dei poveretti “funzionali al sistema”.

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