Editoriali

Una distanza enorme da colmare : 1 metro!

L’assordante rumore o la colonna sonora di questi giorni è il silenzio. Interrotto, purtroppo ancora troppe volte, dal suono delle sirene delle ambulanze che trasportano dolore e speranza. E’ irreale e ci giunge quasi sconosciuto il pianto di un bambino lontano, il cigolare di una ruota, il chiacchiericcio dei ragazzi, il vociare dei vicini, i saluti scambiati al balcone, le telefonate a bassa voce, i messaggi degli innamorati, le ruote dei carrelli della spesa trasportata a testa bassa, la paura è ancora tanta. Quante cose ci sembrano diverse ma le avevamo solo perse di vista. Quanti luoghi conosciuti o solo immaginati possiamo richiamare alla mente a farci compagnia per sentirci meno soli. Le giornate sembrano interminabili per chi prova ad immaginare il futuro e non riesce proprio a farne poesia consapevole delle difficoltà che dovrà affrontare una volta arrivato alla fine di questa strada difficile da percorrere. Così ci dicono gli “esperti” e noi gli crediamo, non sappiamo se facciamo bene o male, se sono veramente esperti o solo “imbonitori” interessati. Chi avrebbe mai immaginato che fosse così distante un metro e che ci volesse così tanto tempo per percorrerlo. Due braccia allungate, le mie e le tue, posti uno di fronte all’altro, fanno un metro ma non si toccano, non devono e non possono toccarsi, così ci hanno detto, sempre loro, e noi lo facciamo, sperando che presto ci dicano il contrario. Quanto tempo ci vorrà ancora per colmare questo metro ?!?! Penso a chi tutti i giorni di metri ne ha sempre percorsi tanti e non vede l’ora di ricominciare, pure allora si muoveva a un metro distante dagli altri ma non glie lo aveva detto nessuno e ci stava benissimo e pure l’altro stava benissimo e quando tornavano a casa la sera si dicevano buona sera o buona notte o buon giorno senza darsi la mano, si sorridevano e tanto bastava. Sembrano tempi così lontani e si spera che tornino presto anche se tutti si affannano a dire che “niente sarà più come prima”, chissà a cosa si riferiscono. Quello che più mi spaventa è la retorica dell’emergenza eterna, non ci credo, sono certo che tutto tornerà e torneremo come prima, con qualche abitudine cambiata, come ne sono cambiate tante nel corso degli anni. Perché se è solo per la stretta di mano o un abbraccio si continuerà a farlo, magari non tutti, ma tanti sicuramente, perché proprio non se ne può fare a meno, un saluto senza una stretta di mano o un abbraccio non esiste, non è mai esistito. Ci vorrà un pò di tempo, pazienza. Eppure non sono stupidi e non pensano di sfidare la sorte, che poi tanto sorte non è, solo che la cultura, più che le abitudini, non si cambia solo perché qualcuno lo dice per televisione, dove ce ne sono altri che non lo dicono o che lo dicono ma non è proprio così, potrebbe essere anche in un altro modo, e tu vai avanti continuando a girare i canali fino a quando non trovi qualcuno che dice quello che volevi sentirti dire. Allora ascolti e ti convinci sempre di più che quello la pensa come te e non ti sfiora proprio l’idea che debba essere tu a pensarla come lui, è lui che sta in televisione mica tu. Poi però ci pensi e ti assale il dubbio, anche l’altro ti sembrava una persona perbene e non poteva dire sciocchezze, avrà avuto anche lui una famiglia, dei figli, degli amici, e non poteva certo raccontare storie anche a loro, e così si ripiomba nella confusione e allora pensi, ma non sarebbe meglio che a dare le informazioni siano in pochi e che se anche qualche volta si devono correggere perché hanno sbagliato chiedano scusa e si vada avanti anziché dare la colpa a te perché non hai capito bene? Così anche per quello che più ti angoscia in questo momento che non sai se quando sarai alla fine di questa strada difficile da percorrere il tuo lavoro lo ritroverai oppure no, se sarai ancora in grado di assicurare alla tua famiglia una vita dignitosa. Non è certo facendo “politica” che si risolvono i problemi, in questo momento c’è bisogno di dimostrare se veramente si è capaci di rappresentare qualcuno oppure tutto è stato un caso e tu ti sei trovato a fare il rappresentante politico ed io l’operaio, perché, a guardare la televisione e sentire quello che dici, non c’è poi grande differenza e quelle cose le può dire e fare chiunque. Un giorno si dice che nessuno rimarrà indietro, e poi nessuno rimarrà solo, e il giorno dopo forse! Un giorno sembra che i buoni della spesa siano usciti dalla tasca di qualcuno che poi dovrai ricordarti di votare quando sarà il momento e il giorno dopo non è così e non devi dire grazie a nessuno se non, anche, a te stesso e al tuo vicino, che avete pagato le tasse che qualsiasi persona perbene deve pagare. Allora ti chiedi, ma tu volevi ingannarmi, volevi corrompermi perché sai cos’è e come funziona la corruzione. La confusione comincia ad essere troppa, non immaginavi mai che 1 metro fosse cosi lontano. E’ giunto il momento di affidarsi a quella figurina che ti porti appresso fin da ragazzo che mamma ti aveva messo nel taschino dicendoti che sicuramente ti avrebbe aiutato nella vita e tu ci avevi creduto, come si può non credere alla mamma, e ogni volta che ti toccava tirare un calcio di rigore la richiamavi alla memoria e soprattutto la pregavi di non distrarsi proprio in quel momento e pazienza se aveva delle cose più importanti da fare : tiro e gooool.

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