Le Emergenze

Lopalco: “a maggio torneremo a fare i picnic ma con la mascherina”

“Bisogna cercare di riprendere le nostre attività anche creative evitanti assembramenti”. Lo dice il prof. Pierluigi Lopalco parlando della fase due che verosimilmente potrebbe iniziare nella prima decade di maggio. “In questa fase si potrà tranquillamente andare a fare un picnic in campagna con la famiglia, ma se questo significa la presenza in quel luogo di tanta gente questa cosa diventa problematica. Va comunque utilizzata sempre mascherina e altri presidi simili se si ha contatti con altri. Il virus non scomparirà, sicuramente non avremo il bollettino quotidiano ma non perché non ci sia il virus. Se torniamo a non avere più precauzione in un mese esploderà nuovamente una epidemia. Richiamo di uscire di casa a maggio e dover ritornare in casa rintanati a giugno. Il distanziamento sociale, mani lavate e mascherine sono quindi fondamentali – continua il professore. Sulla notizia delle temperature più alte che distruggono il virus, non è proprio così. Il caldo ci permette di stare più all’aria aperta e arieggiare i locali e questo aiuta a far attecchire di meno il virus. Ma non è la temperatura a mandar via covid19. Lo si vede oggi con gli Emirati arabi dove nonostante temperature simili alle nostre di agosto il virus comunque è presente. Abbiamo tempo per prepararci – continua il prof. Lopalco – ma dobbiamo essere pronti. La riapertura deve essere controllata. Sarà difficile bloccare la circolazione delle persone, dovremo essere vigili e non soltanto su ciò che accade in Puglia ma anche su ciò che accade in Italia. Nel resto del Paese, infatti, l’epidemia va ad una velocità diversa, allora, dobbiamo lavorare tenendo presente che il virus continua a essere sui nostri territori. La sanità cercherà certamente di tenerlo sotto controllo, con sistemi di sorveglianza, con i Dipartimenti di Prevenzione, con i servizi di igiene pubblica, con il supporto dei medici di base, delle farmacie, ecc. Ma anche il settore produttivo dovrà fare la sua parte per limitare al minimo il rischio di circolazione del virus, per esempio, in uno stabilimento balneare o in un albergo, un ristorante, o in una qualsiasi altra attività commerciale.”.

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