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Aprile cortese porta la neve sui Monti Dauni

Un risveglio bianco nei Monti Dauni. Neve un po’ in tutti i centri del subappennino è scesa nella notte. Può sembrare un pesce d’aprile ma non lo è e non è stato neanche uno scherzo garantire la vinilica da parte dei mezzi della provincia che in maniera repentina sono intervenuti sulle arterie montane. Fino a 15 centimetri di neve a Faeto per passare a qualche centimetro nelle zone quasi pianeggianti che vanno verso il tavoliere. Si avvera così un vecchio adagio che racconta di una vendetta di Marzo nei confronti del pastore abruzzese, reo di aver buggerato il mese pazzerello riuscendo a prevedere i suoi sbalzi di umore meteorologici ottenendo così la salvezza del suo gregge. Giunti agli inizi di marzo il pastore godendo dei primi tepori del sole rivolgendosi al mese di marzo…. “Marz e catamarz de stà cappe che me ne fazz…” lanciando via la cappa con la ferma certezza che non l’avrebbe più usata. Marzo, sempre secondo questa leggenda popolare, chiese in prestito i primi giorni del mese di aprile e un po’ risentito invocò: “Aprile mio cortese ‘mbristeme cinghe jurne, quanne fazze lu servizije all’abbruzzese”. E all’improvviso per quei primi cinque giorni di aprile marzo scatenò l’inferno? No l’inverno!

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