Editoriali

È il momento delle bugie

E’ il momento delle bugie! C’è chi le dice ai bambini, che si vedono costretti in casa e non sanno perché, succede anche a tanti adulti che continuano ad uscire e non sanno perché, ma non sono più bambini sono solo “scemi” che non hanno rispetto per la propria vita, verrebbe da dire chissenefrega, non fosse che mettono a rischio la salute e la vita degli altri. Se vuoi ammazzarti “scemo”, di modi ce ne sono tanti, senza coinvolgere nessuno, io ti suggerirei di viverla comunque la tua vita, chissà che a forza di pregare il Signore non ti faccia il miracolo di farti essere un pò meno “scemo” e più attento alle meraviglie che ti circondano e che meritano di vivere, anche con il tuo aiuto. C’è chi afferma con precisione quando terminerà questo momentaccio, pubblicano addirittura grafici per avvalorare la tesi, salvo poi dire che la particolarità del virus non consente di essere tranquilli e non si sa per quanto tempo ancora; c’è chi dice che nessuna attività sarà abbandonata a se stessa e che nessuno rimarrà indietro; c’è chi dice che non si perderà alcun posto di lavoro! Da un punto di vista comunicativo comprendo che, in un momento come questo, non si possa dire ad una persona, già molto preoccupata per il futuro, tu non tornerai a lavorare perché la tua industria, la tua attività, il tuo negozio… chiuderà poiché non è in grado di sostenere un periodo di crisi di questo genere, ma, per favore, smettetela di fare politica con atteggiamenti ed affermazioni che nulla hanno a che vedere con quanto la gente sta vivendo. In questo momento si ha l’impressione, da quello che si vede e si sente in televisione, a proposito, squallido il “quasi pianto” di una intrattenitrice televisiva e del suo ospite politico, ascoltando le parole e vedendo le immagini di chi giornalmente cerca di salvarci la vita, che tutti abbiano a cuore tutti e intanto è ripreso il pianto alla ricerca di maggiori aiuti per se Stessi, la propria Comunità, il proprio Comune, la propria Provincia, la propria Regione, il proprio Stato. Adesso ci si accorge di quanti e quali errori sono stati fatti, come se non fossero stati, quasi sempre, loro a farli. E’ l’unico paese, l’Italia, dove quello che dovrebbe essere un servizio, pagato certamente ma pur sempre un servizio, viene individuato come possibilità di carriera, solo in Italia si parla di persone che hanno intrapreso la “carriera politica”. C’è stato qualcuno che ha detto “se non sei capace di fare niente datti alla politica”. Se la logica è quella dell’individualismo non ci scandalizziamo se altri cercano di salvaguardare il loro orticello. Gli accordi sono fatti per essere rispettati e quando si vivono momenti come questi si discute, non si sbatte la porta e si va via minacciando chissà quali ritorsioni, magari si prende tempo ma si continua a cercare una soluzione, poiché in quei momenti non si stanno rappresentando solo i propri interessi ma quelli di una intera nazione, di milioni di persone che anche dal tuo operato, dalla bontà delle tue proposte, dalla tua capacità di relazione, di mediazione e di convincimento, dipendono per il loro domani. Ci sarà tempo per migliorare gli accordi, a patto che quando se ne discuterà, nelle sedi appropriate dove si è chiamati (non per grazia ricevuta) a rappresentare tutti coloro che vi hanno dato fiducia con il voto, voi ci siate, anzi, dovete esserci!!! Ci sono anche quelli che le bugie vorrebbero sentirsele dire da quella gente che in questo momento crea business con la propria attività o cerca di salvaguardarla con investimenti di “immagine”. Armani si è messo a fare i camici monouso per il personale medico, la Ferrari si è messa a fare i respiratori, Gucci le mascherine, Bulgari il gel idroalcolico… Per le informazioni che circolano al riguardo, vale la pena sottolineare, a scanso di equivoci, tutto gratis. Vorrebbero, costoro, sentirsi dire che anche questi personaggi passano il giorno a piangere e commiserasi o commiserare in attesa che arrivi qualcuno che metta in cassa tutto ciò che non si è guadagnato in questo periodo e tutto torni come prima. Non funziona così! Un imprenditore non smette mai di essere tale e anche nei momenti, per tutti i comuni mortali, di angoscia, sconforto, sfiducia, scoramento, tristezza, deve pensare a cosa può essere utile per la sua azienda facendo sicuramente i suoi interessi ma cercando, in questo modo, di salvaguardare anche quelli di tutti i dipendenti. Non è raro ascoltare imprenditori, questo periodo, che dicano di essere impegnati in mille modi a cercare soluzioni per futuro. Mi diceva un amico, ieri sera, che aveva passato quasi tutto il giorno al telefono a chiamare clienti per rassicurarli e a garantire loro che era prontissimo a riprendere il lavoro appena ne avrebbe avuto la possibilità. Non l’aveva fatto solo lui ma anche qualcuno dei suoi collaboratori da casa. L’incitamento che un imprenditore importante ha fatto ai suoi collaboratori, con il quale sottolineava che anche in situazioni come queste, si può fare business, può aver dato fastidio a qualcuno per il momento, il modo o le parole che ha usato ma, nella sostanza, stava difendendo non solo la sua attività ma anche il lavoro di tutti i suoi dipendenti. Non chiedeva a nessuno di immolarsi ma semplicemente di partecipare, per il suo ruolo, a fare qualcosa che avrebbe contribuito al mantenimento di tutti i posti di lavoro, alla fine di questa pandemia. In ogni paese, in ogni città, in questi giorni fioccano le offerte di consegne a domicilio, quasi tutte gratis, è vero che questa gente, questi imprenditori, vanno ringraziati per il servizio ma così facendo cercano di fare business e di far vivere la propria attività. Proviamo ad immaginare, magari riferendoci anche al passato e a momenti di crisi, che le varie generazioni hanno attraversato, quante attività traggono vantaggio da alcune situazioni non volute, non create nè provocate.

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Check Also
Close
Back to top button