Editoriali

Se non ora quando ?

Lockdown, per favore non lo chiamate così questo periodo che forzatamente stiamo passando in casa. Anche perché non porta proprio bene, visto quello che è successo al Premier Inglese e al suo Ministro della Salute. Fare tanto gli spavaldi non sempre è l’atteggiamento più saggio, soprattutto da parte di chi ha grandi responsabilità. Sono stati in tanti a prenderci in giro, come se la colpa fosse stata la nostra, per quanto stava succedendo, tutti a sostenere che a loro non poteva capitare perché non erano “disattenti” come noi. Certo non si poteva mantenere lo stesso atteggiamento nei confronti della Cina, che aveva già minacciato di interrompere qualsiasi rapporto economico, commerciale con quei paesi che avessero sostenuto che il virus era nato da loro, e per dare maggiore peso alle minacce e per dimostrare che era tutto falso o un complotto da parte di qualche stato nemico, aveva incarcerato il medico che per primo aveva denunciato la presenza e la pericolosità del virus che poi lo ha ucciso. Allora chiudiamo le frontiere agli Italiani, blocchiamo i voli e le navi provenienti dall’Italia, liberiamoci immediatamente degli italiani che si trovano nelle nostre città per studio, per lavoro, per turismo ma non facciamoli salire sui nostri voli, sulle nostre navi, che vengano a prenderseli loro, con i loro aerei, le loro navi. Noi, d’altra parte, per dimostrare che non c’era ragione di tenere questo atteggiamento nei nostri confronti, ci facevamo riprendere mentre mangiavamo il sushi nei migliori ristoranti cinesi, rilasciavamo interviste per sostenere che le nostre città non si sarebbero fermate, che l’Italia non si sarebbe fermata, tutto sarebbe andato avanti come prima, al massimo avremmo fatto giocare le partite di calcio senza spettatori la domenica sera, altrimenti il lunedì con gli spettatori, sempre che non fosse una partita di Coppa dei Campioni. Anche il nostro Presidente del Consiglio aveva detto che non c’era da preoccuparsi, tutto era sotto controllo e che erano state adottate tutte le misure precauzionali possibili….e meno male! Poi questo male invisibile e sconosciuto ha colpito anche gli altri e tutti hanno cominciato a fare quello che noi avevamo fatto, chiusi i bar, i negozi, bloccate le attività, le fabbriche, tutti ci esprimevano solidarietà, forse perché la cercavano. Tutto ad un tratto si sono perse le certezze che ci facevano ritenere invulnerabili o almeno capaci di far fronte a qualsiasi “virus” si fosse presentato. Questa è la consapevolezza più dura da mandare giù, ci siamo scoperti vulnerabili nel momento in cui tutto ci sembrava possibile e che niente potesse sconfiggerci. Le nostre certezze sono crollate e stiamo cercando di annodare o riannodare quei fili di collaborazione, di fratellanza necessari per sconfiggere un nemico che ci ha resi tutti uguali e costretti a fare tutti le stesse cose. Chiusi in casa per un tempo indefinito, camminare isolati per strada temendo persino lo sguardo di un altro, ci fa paura e fa paura anche il nostro se anche gli altri lo sfuggono pur stando su marciapiedi opposti. Non importa se è un amico, un famigliare, un conoscente o un estraneo, non cambia niente, l’atteggiamento è lo stesso. Sembra tutto surreale ma necessario per arrivare presto a riabbracciarci, siamo consapevoli e tristi per quanto ci sta succedendo ma siamo felici di saperci uniti, non importa la lingua che parliamo, quella dei sentimenti è uguale in tutto il mondo. Diversa la lingua dei soldi, che ci riporta con i piedi per terra e ci fa capire quanto sia condizionata la nostra vita da essi. La nostra idea di mondo si restringe intorno a coincidenze di interessi economici, la Cina ci manda i suoi medici ma c’è chi pensa che lo stia facendo perché gli preme l’accordo con huawei per il 5G, speriamo che i cubani e gli altri, siano venuti solo per un atto di solidarietà. L’Olanda, che rappresenta tutti i paesi del nord, sia pure mascherando questo ruolo, si oppone ad un intervento economico sostanzioso da parte dell’Europa per aiutare gli stati maggiormente colpiti dal virus e dai suoi effetti, anche sull’economia. La Germania decide di curare qualcuno dei nostri malati e poi nega quell’appoggio necessario per gli aiuti economici indispensabili per sostenere le attività costrette a chiudere o a rivedere, in negativo, i loro bilanci, e con esse i lavoratori che tanto stanno soffrendo anche per la paura di ritrovarsi, alla fine, senza lavoro. Questa volta si può pensare davvero che non ha ragione di essere un’Unione di Stati se non c’è solidarietà in momenti come questi. E’ vero che l’Europa, intesa non geograficamente ma come Unione di Stati, non è un qualcosa di astratto e che le sue leggi sono concordate e firmate dai vari rappresentanti degli Stati Membri, forse a qualcuno fischieranno le orecchie, in questi giorni, ripensando alle continue assenze anche in riunioni cruciali, ma in un momento eccezionale, come questo, qualsiasi gesto, qualsiasi intervento, qualsiasi decisione deve essere eccezionale. “Agire presto e con velocità” è stato il segnale lanciato dai più autorevoli economisti per dire che l’aiuto è importante quando c’è necessità, aspettare significherebbe solo far incancrenire la ferita e dover poi ricorrere ad interventi peggiori che potrebbero non essere sopportati dall’ammalato. In uno scenario di questo genere è triste assistere a stupidi campanilismi tra il nostro Sud e il nostro Nord, il momento è speciale per mostrare a tutto il mondo che la storia dell’Italia ricca di Genialità, Capacità, Generosità, Altruismo, Ospitalità, Cultura…. non ha mai smesso di alimentarsi e crescere da Sud a Nord.

Mail priva di virus. www.avg.com

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button