EditorialiIn Italia

La Chiesa in aiuto della Puglia, in silenzio

In questi ultimi giorni sono molto i commenti anche di persone autorevoli sulla mancanza di aiuti alla popolazione italiana da parte della Chiesa Cattolica. Un esercito di ben pensanti che probabilmente non conoscono a pieno le dinamiche messe in campo già da settimane da parte della chiesa con aiuti di prossimità attraverso Caritas e associazioni cattoliche. Dormitori, consegna pacchi di viveri, assistenza alle persone in strada e tante piccole azioni fanno della Chiesa Cattolica una delle Onlus più attive in questa lotta contro il coronavirus. Un bene però fatto sotto traccia e non utilizzato per riempire le colonne dei giornali o per catalizzare l’attenzione nelle trasmissioni del pomeriggio. Ma oltre all’ordinario in Puglia i vescovi hanno deciso anche di raccogliere una somma di denaro da dare agli ospedali per contribuire alla messa a punto delle terapie intensive. Difatti i vescovi delle diocesi pugliesi, di fronte all’emergenza sanitaria in corso, hanno deciso di partecipare come Conferenza Episcopale Pugliese alla raccolta fondi organizzata in Puglia per rafforzare la terapia intensiva negli Ospedali con un contributo di economico alla Regione Puglia. “Questo contributo collettivo vuole rappresentare “un segno di paterna vicinanza alle strutture sanitarie del nostro territorio che si stanno tanto prodigando per prevenire e curare”, soprattutto nelle città dove risiedono diverse persone contagiate dal COVID-19. Questo piccolo contributo intende manifestare la prossimità delle diocesi pugliesi a queste realtà ecclesiali che testimoniano in prima linea sul fronte della sanità la vicinanza di Cristo, buon samaritano, alle persone che vivono nella sofferenza.” Fanno sapere i presuli.

Oltre a quanto viene donato alla Regione Puglia, i vescovi hanno stanziato un contributo di 5000 euro anche per ciascuno degli Ospedali della regione che figurano tra gli enti ecclesiastici: l’Ospedale Casa Sollievo della  Sofferenza a San Giovanni Rotondo, l’Azienda ospedaliera “Cardinale Giovanni Panico” a Tricase e l’Ospedale generale regionale “F. Miulli” ad Acquaviva delle Fonti.

Un modo propriamente Cristiano di esser vicini alle popolazioni, senza ne sfarzi ne etichette ma solo nel pieno rispetto degli insegnamenti di chi diceva: «Quando fai l’elemosina, non sappia la tua mano sinistra ciò che fa la tua destra».

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