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Covid19: in Puglia si stanno ammalando i genitori dei ragazzi protagonisti dell’esodo notturno

Le conseguenze di quei treni e pullman pieni partiti dal nord nella notte dell’8 marzo iniziano a farsi sentire. A confermarlo è il professor Gioacchino Angarano del Policlinico di Bari, responsabile del reparto di Malattie infettive. In un’intervista al Corriere del Mezzogiorno il professore parla di scenari molto preoccupanti avendo già in cura per Covid-19 diversi genitori di studenti e lavoratori scesi dal nord in quella nottata. «Una grande quantità di contagiati che ha bisogno di essere assistita in ospedale. – spiega Angarano. Già ora abbiamo ricoverato persone i cui figli sono tornati dal Nord nei giorni scorsi: prevedo per questo grandi o piccoli focolai che a loro volta creeranno altri focolai. L’epidemia durerà ancora. Possiamo però dire che l’isolamento sociale sta certamente rallentando la corsa dei contagi. Vedo strade deserte e gente che passeggia sui balconi pur di non stare in strada. È un segno di civiltà che avrà conseguenze positive».

I tempi dell’incubazione del virus rispetto a quel primo esodo sono ormai quasi terminati, ed proprio in questi giorni che si manifestano i primi sintomi per chi ha contratto la malattia. La speranza dei medici pugliesi è che tali scelte, ossia quella di raggiungere in fretta e furia il sud, abbi avuto in consequenziale atteggiamento di maturità scegliendo una quarantena volontaria rigida escludendo così il propagarsi del contagio.

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