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Web assaltato, i network corrono ai ripari

Troppo ‘traffico’, possibile stop ai video in HD nelle ore ‘di punta’

Piattaforme di streaming, operatori di telecomunicazioni e utenti, tutti abbiamo la responsabilità comune di adottare misure per garantire il buon funzionamento di Internet durante la battaglia contro la propagazione dei virus”. Così in una nota il francese Thierry Breton, commissario europeo per il Mercato interno, spiega la necessità di tutelare il web dalle problematiche legate al sovraffollamento di utenti attivi. Tra i fattori di rischio paventati dalla Commissione in relazione all’eccessivo traffico sul web, ci sarebbero anche i Giga necessari a caricare film e serie TV, le cui visualizzazioni sarebbero cresciute sensibilmente con l’entrata in vigore dei decreti governativi che impongono la quarantena ormai a oltre 150 milioni di europei.

L’incontro con Netflix

Con riferimento a tale rischio, il commissario Breton, nella giornata di ieri, ha incontrato Reed Hastings, amministratore delegato di Netflix, per discutere di come ridurre la congestione su Internet. A riportare l’incontro è stato il sito di notizie Politico

Stop all’alta definizione?

Breton – egli stesso ex amministratore delegato di imprese di telecomunicazioni – e Hastings hanno discusso delle opzioni in campo per un passaggio automatico temporaneo alla definizione standard, anziché all’alta definizione, nelle ore ‘di punta’ . I due si sono quindi dati appuntamento ai prossimi giorni per approfondire questa opzione.

Ingorghi sul web

L’attività di Internet è aumentata in tutta Europa dopo che i Governi di vari Paesi Ue – a partire da quello italiano – hanno chiesto ai propri cittadini di rimanere chiusi in casa per ridurre al minimo le possibilità di contagio di coronavirus. L’incoraggiamento, se non l’imposizione, di rimanere a casa ha coinvolto anche le imprese, che hanno subito preso misure logistiche per permettere il teleworking, andando a caricare ulteriormente il traffico di internet con i milioni di Giga necessari a lavoratori e aziende Ue per comunicare in continuazione sul web. Le infrastrutture digitali stanno reggendo, per il momento. Ma i rischi sono dietro l’angolo.

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